recensioni dischi
   torna all'elenco


MARTIN KUCHEN  "Chase the demons out/Mach kein krach!/Mit ach und krach"
   (2026 )

Con ''Chase The Demons Out / Mach Kein Krach! / Mit Ach Und Krach'', uscito per Thanatosis Produktion, Martin Küchen firma uno dei lavori più densi e spigolosi della sua produzione solista.

Non è un disco “da ascolto distratto”: è piuttosto un trittico di strategie sonore che mettono in tensione gesto, respiro e memoria politica della musica improvvisata europea. Il sassofonista svedese rinuncia a ogni idea di linearità narrativa per articolare tre brani che sembrano dialogare per contrasto, come tre capitoli di un diario scritto in lingue diverse ma con la stessa urgenza.

Il brano d’apertura ''Chase The Demons Out'' è una lunga invocazione aspra, quasi un esorcismo sonoro. Küchen lavora sul registro medio-basso del sassofono, piegando le note fino a renderle opache, cariche di attrito. Il titolo suggerisce un atto di scacciare, ma ciò che emerge non è liberazione bensì confronto: i “demoni” restano, vengono aggirati, compressi, forzati a parlare.

L’improvvisazione procede per ondate di intensità, con frasi brevi che si spezzano contro il silenzio. Il respiro diventa parte integrante della composizione: non solo pausa, ma elemento drammaturgico. È un brano che richiama una tradizione free europea austera, in cui la spiritualità non è mai consolatoria ma problematica, irrisolta.

Se il primo pezzo è cupo e rituale, ''Mach Kein Krach!'' introduce una dimensione quasi sarcastica. Il titolo (“non fare rumore!”) è una provocazione: Küchen fa esattamente l’opposto, spingendo lo strumento verso stridori, slap tonguing, sibili e fratture timbriche. Qui il sassofono non canta né predica: disturba. Il brano si costruisce su micro-eventi, su gesti brevi e nervosi che rifiutano qualsiasi stabilità. È come se Küchen mettesse in scena una lotta contro l’idea stessa di disciplina sonora, sabotando ogni possibile comfort dell’ascoltatore. Tuttavia, sotto la superficie abrasiva, si percepisce una rigorosa consapevolezza formale: il caos è controllato, calibrato, quasi architettonico.

Il trittico si chiude con il brano più ambiguo e, per certi versi, più umano. ''Mit Ach Und Krach'' (“a fatica, per un soffio”) è un lavoro sulla resistenza: le frasi sembrano arrancare, affermarsi con difficoltà, come se ogni nota costasse uno sforzo fisico reale. Küchen lascia emergere una fragilità inedita, non sentimentale ma concreta. Qui il silenzio pesa più che nei brani precedenti. Le pause sono più lunghe, le emissioni più rade, e il sassofono sembra talvolta sull’orlo della rinuncia. Proprio per questo l’effetto è potente: non una conclusione risolutiva, ma una presa d’atto della fatica come condizione necessaria del suonare e, forse, del vivere.

''Chase The Demons Out / Mach Kein Krach! / Mit Ach Und Krach'' è un disco che chiede coinvolgimento totale. Non offre melodie riconoscibili né catarsi immediate, ma una riflessione profonda sul gesto improvvisativo come atto etico oltre che musicale. Küchen conferma la sua capacità di trasformare il sassofono in uno strumento di interrogazione radicale, capace di parlare di conflitto, resistenza e precarietà senza bisogno di parole.

Un lavoro duro, necessario, e proprio per questo memorabile. (Andrea Rossi)

Guarda il video “Chase the Demons Out” su Bandcamp