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FULMINACCI  "Calcinacci"
   (2026 )

Fulminacci è uscito il 13 marzo 2026 con il suo nuovo album che contiene 13 tracce. ''Calcinacci'' è il quarto album di questo artista che riesce a farti sorridere con una frase e subito dopo ti lascia addosso una malinconia sottile, quasi senza fartene accorgere. Il disco raccoglie pezzi di vita, sentimento, ansie e piccole rovine quotidiane, trasformandoli in canzoni che all’ascolto sono immediate, ma dentro lasciano parecchi interrogativi.

Già dal titolo si capisce l’idea che gli si vuol dare: dopo un crollo restano i calcinacci, ma è materiale da cui si può ricominciare. Musicalmente il disco si muove in un pop d’autore elegante, contemporaneo, con arrangiamenti curati ma mai invadenti. Nulla è messo lì per stupire a forza, perché tutto è in funzione delle canzoni. In un panorama dove spesso si punta all’effetto immediato, Fulminacci continua a scegliere il dettaglio, la frase giusta e la sfumature.

''Stupida sfortuna'' è il brano già noto per il passaggio a Sanremo e per essersi aggiudicato il premio della critica Mia Martini. Una canzone che parla di coincidenze sbagliate e della sensazione di arrivare sempre nel momento meno adatto, dall’anima pop, accessibile, ma non superficiale.

''Maledetto me'' è un concentrato di autoironia. Una confessione sentimentale sincera, raccontata però con sarcasmo, lucidità e quella leggerezza che la allontana da ogni retorica. Fulminacci mette a nudo fragilità e difetti trasformandoli in canzone con stile naturale. A mio avviso, uno dei momenti più personali e riusciti del disco.

In ''Nulla di stupefacente'' Fulminacci ritrova Okgiorgio in una produzione essenziale e raffinata, costruita su pochi elementi ma molto efficaci. Il brano punta sulla misura più che sull’impatto, con una scrittura lucida e disincantata che riflette sulle piccole delusioni quotidiane. Minimalista e intensa, è forse la canzone più adulta e matura del disco.

Ad accompagnare l’uscita dell’album arriva anche un mediometraggio omonimo di circa trenta minuti pensato, come naturale estensione narrativa del disco. Proiettato dal 12 al 14 marzo 2026 nelle sale di Roma, Napoli e Milano, il film traduce in immagini le inquietudini, le ironie e i nodi emotivi presenti nei brani. La sceneggiatura, firmata da Fulminacci insieme a Giovanni Nasta, conferma la volontà dell’artista di controllare ogni aspetto del progetto creativo, mentre la regia condivisa tra il duo Bendo (Lorenzo Silvestri e Andrea Santaterra) e Filiberto Signorello costruisce un linguaggio visivo coerente con l’estetica del disco: sospeso tra realismo quotidiano e immaginazione surreale.

La presenza di Pietro Sermonti, Francesco Montanari e dello stesso Fulminacci aggiunge ulteriore spessore interpretativo. Più che semplice contenuto promozionale, il mediometraggio diventa così una traccia aggiuntiva dell’album: un capitolo parallelo che amplia il senso delle canzoni e rafforza l’identità di un progetto ambizioso e multidisciplinare. Tutto ciò evidenzia che gli ospiti si inseriscono bene nel contesto, senza rubare la scena. Non sono comparsate decorative, ma tasselli coerenti dentro un racconto che resta di “proprietà” dell’autore.

La vera forza di ''Calcinacci'' è che non pretende di essere un manifesto generazionale, ma finisce per parlare a molti perché c’è la contemporaneità. Fulminacci conferma così, di essere uno dei cantautori più riconoscibili della sua generazione. Non ha bisogno di effetti speciali: gli bastano le canzoni. E in tempi rumorosi e troppo veloci, è quasi rivoluzionario.

Voto: 9. (Tatiana Lucarini)