BLACK BALL BOOGIE "Pausa caffè"
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Con la vita frenetica che si conduce oggi, a rincorrere due assurde lancette che scatenano l’ansia da (prest)azione, cosa c’è di meglio se non ritagliarsi una distensiva “Pausa caffè”, contornati dalla frizzante e gioiosa musica che ci fornisce il quartetto dei Black Ball Boogie col nuovo album indicato tra virgolette, eh?
Però, già vi dico che questa è una band che non dovete limitarvi ad apprezzare solo con le orecchie, ma anche gli occhi si delizieranno a godere della fitta energia che emanano nei loro live.
“Pausa caffè”, (successore di “Hey dove vai!” del 2023) ingloba spartiti luminosi e colorati dalla verve del quartetto, capace di intessere trame cine-teatrali con la spinta vigorosa di brani come “Oh Mamma!”, “L’automobilista invertebrato” (primo singolo estratto) o “Caffè”, zuccherati in tazzine di Boogie‘n’Roll gagliardo ed imprevedibile, nei quali la dinamica voce di Virginia Piccichè ti traina dentro al groove con la forza naturale di dieci buoi...
Per eleggere il secondo singolo di punta, i ragazzi optano per la spumeggiante “Judy Lee”, per divertirsi (e far divertire) con spontaneità cristallina per poi, di conseguenza, rincarare la dose con “Desiree” e “L’estate va”.
Invece, con l’accoppiata “Un po' si muore” e “Fantozzi, il Pittore” tendono a mordere il freno per addentrarsi più in atmosfere da sottofondo, in pieno stile tabarin parigino.
Che forza! Che charme! I Black Ball Boogie (attivi dal 2016) sembrano allievi di Albert Ammons e dei due Lewis: Meade “Lux” e Jerry Lee. Dirompenti con eleganza e stilosi con brillante savoir-faire.
Siamo sicuri che sono italiani? Ma certo! Andiam fieri di loro. Valorizziamoli! Intanto, comincio io: le tre “B” del nome del gruppo le esalto con un bel Bene, Bravi, Bis! Dopodichè… fate vobis. (Max Casali)