COLLA "Finiremo tutti a farci male!"
(2026 )
I COLLA sono una di quelle band che sembrano fatte apposta per ricordarti che il punk non è morto: semplicemente ha smesso di fingere di essere giovane.
In “FINIREMOTUTTIAFARCIMALE!” il gruppo vicentino abbandona qualsiasi tentazione nostalgica e mette insieme un disco che suona sporco, urgente, nervoso, ma anche estremamente lucido nel raccontare il presente.
Ci sono ancora le chitarre tirate, i ritmi serrati e quell’attitudine da provincia arrabbiata che li accompagna da sempre, ma qui tutto appare più controllato e consapevole. I COLLA non hanno bisogno di dimostrare di essere cattivi: preferiscono raccontare vite precarie, giornate storte, relazioni che si sbriciolano e un senso generale di disillusione che attraversa ogni brano.
Il bello del disco è che riesce a tenere insieme rabbia e melodia senza perdere credibilità. Ogni pezzo sembra costruito per esplodere sotto un palco piccolo, sudato, con il pubblico addosso, ma allo stesso tempo lascia qualcosa anche a chi cerca nei testi un racconto generazionale. I ritornelli restano impressi, ma non diventano mai furbi; la scrittura è diretta, spesso brutale, e proprio per questo funziona.
Dentro “FINIREMOTUTTIAFARCIMALE!” c’è anche un elemento interessante: i COLLA sembrano finalmente aver smesso di rincorrere un immaginario punk internazionale per concentrarsi su qualcosa di più vicino e riconoscibile. Il loro mondo è quello dei bar di provincia, delle macchine parcheggiate fuori dai supermercati, delle amicizie che resistono per inerzia, delle città in cui non succede mai niente ma in cui, allo stesso tempo, succede tutto.
È un disco che non cerca di reinventare il genere, e probabilmente non vuole nemmeno farlo. Però riesce in qualcosa di più raro: dare ancora un senso a un linguaggio che molti considerano esaurito. E nel farlo dimostra che i COLLA, oggi, sono una delle poche band italiane capaci di trasformare il disagio in qualcosa che assomiglia ancora a un coro da urlare.