ANTON TOORELL "Solos II"
(2026 )
Dalla Svezia, il chitarrista Anton Toorell è sceso in Italia, al Palazzo Stabile di Monferrato in Piemonte, edificio del Settecento oggi residenza artistica, e nella grande cantina ha inciso “Solos II”, uscito per Thanatosis Produktion.
Toorell suona due chitarre contemporaneamente. Una con la mano sinistra sulle corde, l'altra appoggiata al grembo con la mano destra. Realizza così delle fitte texture, formate da pattern ripetitivi che cambiano gradualmente nel tempo. Ma Toorell considera gli strumenti utilizzati tre: le due chitarre, e la cantina stessa.
La particolare risonanza delle pareti in mattone diventano una caratteristica dialogante con le chitarre. I brani presenti in “Solos II” sono tre: “Volta”, che dura quasi 17 minuti, “Cripta” che ne dura 9 e mezzo, e “Scala” che ne dura quasi 5.
Anche i titoli indicano l'attenzione rivolta allo spazio circostante. In “Volta”, i suoni sembrano rimbalzare in maniera circolare, sembrano quasi briciole di suono, data l'enorme velocità di esecuzione unita alla morbidezza del tocco.
Per le scelte armoniche, “Cripta” ha una connotazione onirica, una sospensione costante che alla lunga fa sembrare liquido il suono. “Scala”, come si può intuire, incrocia scale ascendenti e discendenti, e anche qui la musica sembra rincorrersi, senza trovare una fine, se non quando Toorell decide di fermarsi.
“Solos II” è una meditazione che indugia tra suono e ambiente, e sebbene la performance sia di difficile esecuzione, il virtuosismo non è mai centrale in questo contesto: la tecnica è al servizio di un'esplorazione spirituale, tra i mattoni della cantina e le onde acustiche che vi si infrangono. (Gilberto Ongaro)