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MARCO MASINI  "Perfetto imperfetto"
   (2026 )

“Perfetto imperfetto” – il tredicesimo album del cantautore fiorentino Marco Masini – è uscito il 6 marzo 2026 in CD e il 24 aprile 2026 in vinile, per le etichette Momy Records e Concerto Music/BMG, con la produzione curata da Gianluca Tozzi e Milo Fantini.

Molti musicisti hanno collaborato alla sua realizzazione, sia nella parte compositiva che in quella interpretativa, tra i quali il più nominato nelle varie interviste è Daniele Coro, storico compagno di viaggio che ha partecipato alla stesura di quasi tutte le tracce.

Con lo stile comunicativo saggio e accogliente che lo caratterizza sia nel cantare che nel parlare (complice, probabilmente, anche l’origine toscana), Masini stesso ha presentato il suo nuovo disco, traccia per traccia, in un video-racconto visionabile sul portale internet di Radio Italia. È utile ascoltare le sue spiegazioni, di pari passo con l’ascolto dei 12 brani che compongono l’album, poiché nonostante la ben nota fluidità ritmico-melodica del suo stile, il senso dei testi poetici non è sempre immediato.

L’autore ci dà innanzi tutto una mano nella comprensione del titolo complessivo “Perfetto imperfetto”, formato da due parole di senso apparentemente contrario, che poi vanno a costituire i rispettivi titoli della traccia iniziale (“Perfetto”) e di quella finale (“Imperfetto”). Elegantemente Masini si riferisce a un “album concettuale”, sostituendo dunque con l’equivalente italiano il forse abusato inglesismo “concept album”. E il concetto intorno al quale gravitano tutte le storie di vita presenti sul disco sembra essere l’imperfezione, cioè proprio quella che porta verso la consapevolezza della perfezione.

Il testo della canzone d’apertura (“Perfetto”) pare un ricordo leggermente ironico dell’atteggiamento mentale con il quale l’autore affrontava la vita da ragazzo, mentre quello del brano conclusivo (“Imperfetto”) è espressione della serenità raggiunta nell’età matura, quando l’uomo di 50-60 anni si accorge di essersi adeguato a un mondo che ci fa sentire imperfetti… perdendo, quindi, il senso del sogno e dell’utopia e comprendendo l’inutilità dei propri sforzi.

Tale adeguamento all’imperfezione si evince anche dai testi dei brani che si riferiscono a storie d’amore finite. È soprattutto il caso di “E poi ti ho visto cadere”, singolo che ha anticipato l’uscita del progetto discografico, scritto e composto da Cesare Chiodo, Antonio Iammarino, Marco Masini e Simone Zampieri. “E poi ti ho visto cadere” racconta, appunto, la “caduta” interiore dei due membri di una coppia nel momento in cui uno dei due decide di interrompere il rapporto. Le motivazioni della rottura vengono dette con chiarezza nel testo della canzone: “non ti amo più” e “ho scelto me”… frasi, queste, definitorie per un mondo in cui l’amore tende a confondersi con il mero piacere.

Della stessa categoria di contenuti poetici sembra facciano parte i testi dei brani “Di più” – molto melodico e accompagnato con il pianoforte, ricordando lo stile compositivo dei grandi cantautori che hanno influenzato Masini in tenera età – e “Bianco ghiaccio”, canzone di cui il suo autore afferma con umorismo che potrebbe diventare un tormentone dell’estate, anche se il titolo può far pensare a una diversa stagione.

“Di più” si riferisce a un amore finito per via dell’incapacità di superare i propri limiti, mentre “Bianco ghiaccio”, in un’atmosfera musicale anni ‘60, descrive le sensazioni vissute durante una storia d’amore che sembra infinita anche se in realtà dura giusto il tempo di un’estate. L’autore spiega che il titolo “Bianco ghiaccio” s’ispira a un preciso momento della storia amorosa, quello in cui colui che racconta osserva come tutto quanto si nasconde dietro a un sorriso gelido… forse il sorriso falso di un amore che in realtà amore non è.

Diversa e forse più vicina alla “perfezione” è la prospettiva dalla quale l’amore viene guardato nei brani “E la vita accade” e “Quando tornerai da me”. Pur essendo ognuna frutto di una differente collaborazione compositiva, entrambe le canzoni colpiscono per la struttura musicale e poetica particolarmente equilibrata e per un inaspettato ottimismo.

Il brano “E la vita accade” è una ballad che propone di andare oltre le incomprensioni che possono intercorrere nella vita di una coppia e di aprirsi verso l’altra persona per capirla meglio, al fine di evitare una separazione. Fanno emozionare – quasi fino al desiderare un Marco Masini sempre così – diversi passaggi del testo, fra i quali non possiamo non citare quello iniziale (“Avrò con te/ l’ostinazione di chi rimane sempre/ e non vuole niente”) e quello in cui si accenna al “trovare l’oro nella plastica”, che probabilmente va inteso come voglia di approfondire l’autenticità della persona amata e di non fermarsi agli aspetti superficiali e spesso ingannevoli.

Nei versi “E costruire un orizzonte che non c’è/ dove il tuo spazio sono io/ e il mio sei te”, l’uso del colloquiale “te” con funzione di soggetto al posto del canonico “tu” non è soltanto una licenza poetica richiesta dalla rima, ma aggiunge nel testo anche un più di oralità e di toscanità.

“Quando tornerai da me”, invece, viene definito dall’autore sulla sua pagina Facebook come “un brano molto classico” e mette al centro l’attesa come ingrediente essenziale dell’amore romantico. Il testo è ambientato in un quadro di vita concreto, possiamo dire casareccio, in cui versi come “Basteranno un bagno caldo ed un caffè… / E così ti aspetto e intanto metto in ordine” creano un’atmosfera raccolta e familiare, generando una forte empatia con l’ascoltatore.

In “Quando tornerai da me” si sente quasi il piacere dell’attesa fine a sé stessa indipendentemente da quale ne sia “l’esito” e la gioia dell’essere innamorati a prescindere dalla reciprocità del sentimento. Viene da pensare a Roland Barthes e al suo celebre frammento “L’innamorato è colui che aspetta” e – perché no – anche a un possibile significato religioso dell’attesa e della speranza… In fondo l’Amore è uno solo, nonostante il pensiero lo divida per categorie.

L’amore si sente sempre, anche quando l’orizzonte è offuscato dall’inquinamento ambientale e morale: è questa l’idea espressa nel brano dai riferimenti cinematografici “Gotham City” scritto insieme a Diego Calvetti, mentre l’introspezione alla ricerca delle parti nascoste del sé avviene nella canzone intitolata “Il mio lato opposto”. Riguardo a quest’ultima, si notano soprattutto la melodia e il ritmo pop molto energiche e giovanili, con tanto di sonorità elettroniche, che imprimono al brano delle caratteristiche da “tormentone”… Sì, forse “Il mio lato opposto” si meriterebbe tale status ancor più di “Bianco ghiaccio”.

Nel testo de “Il mio lato opposto” ci sono degli elementi autobiografici anche intimi del cantautore, per esempio nel verso “Se il tempo disordina i piani”, che fa riferimento chiaro alla sua abitudine di programmare in dettaglio i vari momenti della vita, confessata anche agli ascoltatori di Radio Subasio durante l’intervista mandata in onda nella serata di lunedì 20 aprile 2026.

Sempre nella stessa canzone, sono molto piacevoli i primi due versi del ritornello – “Quando la vita è un ascensore fermo al terzo piano,/ Io e quello nello specchio non ci conosciamo” – che fanno pensare a chi si sta avvicinando a un terzo periodo della propria vita e si accorge di essere cambiato e di avere tanto di sé stesso ancora da scoprire. Infatti, “Perfetto imperfetto” è risultato di un processo trasformativo importante nella vita e nella carriera di Marco Masini, processo che vede coinvolte anche delle collaborazioni con realtà artistiche piuttosto diverse dalla propria e una maggiore apertura verso l’universo musicale della gioventù odierna.

«Questo album – spiega il cantautore – rappresenta per me una vera e propria evoluzione: nel pensiero, nel modo di interpretare e di raccontare ciò che ha segnato un cambiamento profondo, sia umano che professionale. È anche il frutto di molte collaborazioni con ragazzi appartenenti a una nuova generazione, dai quali ho imparato a comunicare in modi diversi, attraverso sonorità nuove, una diversa impostazione vocale e un differente approccio all’espressione delle emozioni e dei sentimenti. È un lavoro nato da grandi collaborazioni e da una squadra straordinaria, che ha condiviso con me sentimenti, riflessioni e la consapevolezza di questo cambiamento».

Il brano-duetto “Lolita, come stai?” è stato registrato insieme alla giovane musicista Valeria Fusarri, in arte Ciao sono Vale, e racconta il destino infelice di una ragazza sfruttata da una società indifferente e spietata, che non la conosce e non la valorizza per quella che veramente è. Lo stile canoro piuttosto cupo adottato da Valeria è efficace ai fini espressivi, poiché dà proprio l’idea di una chiusura e di un universo esistenziale limitato e spesso senza via d’uscita in cui troppi ragazzi del mondo occidentale moderno sono costretti a vivere.

Nei formati fisici dell’album sono stati inclusi anche i due duetti realizzati insieme al rapper Federico Leonardo Lucia, noto come Fedez, presentati nelle ultime due edizioni del Festival di Sanremo, dove hanno occupato delle importanti posizioni nelle classifiche finali: nel 2025 una versione nuova di “Bella stronza” (Fedez, Marco Masini, FT Kings), con un testo forse meno limpido e meno intenso di quello originale, e nel 2026 il brano inedito “Male necessario” (Fedez e Masini), che in un certo senso invoglia ad accettare il male e del quale apprendiamo – non senza un’ombra di perplessità – che a Sanremo ha vinto il prestigioso Premio Sergio Bardotti per il miglior testo.

Buon ascolto! (Magda Vasilescu)