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IO E I GOMMA GOMMAS  "Pompa il volume"
   (2026 )

C’è un invito chiaro già dal titolo: ''Pompa il volume''. Non è solo un’esortazione tecnica, ma una dichiarazione d’intenti. Il disco di Io e i Gomma Gommas nasce per essere ascoltato ad alta intensità, senza timidezze, con il corpo prima ancora che con la testa. È un lavoro che punta dritto al piacere immediato del suono, ma che sotto la superficie nasconde una cura e una consapevolezza tutt’altro che superficiali.

Nel contesto di ''Pompa il volume'' — disco dichiaratamente festoso e punk-rock che rilegge dieci classici italiani anni ’80 — alcuni brani risultano particolarmente rappresentativi per energia, immaginario e resa live. ''Felicità'' è il manifesto del progetto: prendere un’icona pop e trasformarla in una bomba da pogo. Velocità, cori e chitarre la rendono il biglietto da visita perfetto del disco, oltre che singolo di lancio.

''Cuccurucucù'' è una delle riletture più audaci: il minimalismo di Battiato viene “sparato” a tutta velocità, mantenendo però una riconoscibilità sorprendente. È anche accompagnato da un videoclip ufficiale, segno della sua centralità nel progetto. In ''Maledetta Primavera'' la malinconia originale viene completamente ribaltata: il brano diventa un inno da pogo sudato, dimostrando la capacità dei Gomma Gommas di trasformare l’emotività in energia fisica.

''L’estate sta finendo'' vira da tormentone nostalgico a esplosione punk-rock: una delle tracce che meglio funzionano nel gioco di corto circuito tra memoria collettiva e attitudine hardcore. ''Che fico'' è la scelta più “assurda” e proprio per questo emblematica dello spirito Gomma Gommas: ironica, dissacrante e perfettamente coerente con l’idea di divertirsi senza freni.

''Sono un ribelle mamma'' degli Skiantos è la chiusura ideale del disco: un brano già ribelle di suo che trova nel punk-rock dei Gommas un habitat naturale, suggellando il carattere irriverente dell’album. Se ''Pompa il volume'' funziona come album compatto, questi brani ne rappresentano l’essenza: ironia, velocità, memoria pop e voglia di casino. Sono anche quelli che meglio rendono giustizia alla dimensione live della band, vero cuore pulsante del progetto.

L’album si muove dentro un immaginario colorato e volutamente sopra le righe, dove pop, rock sghembo e attitudine quasi punk convivono senza chiedere il permesso. I Gomma Gommas, che in questa occasione festeggiano i 25 anni di vita, sembrano divertirsi a smontare e rimontare formule conosciute, giocando con ritornelli appiccicosi e arrangiamenti che strizzano l’occhio tanto alla cultura DIY quanto a una certa teatralità da palco. È musica che non ha paura del ridicolo, anzi lo usa come arma: l’ironia diventa un modo per prendere le distanze da ogni posa “seria” o pretenziosa.

Uno dei punti di forza di ''Pompa il volume'' sta proprio nell’energia. I brani scorrono rapidi, spinti da ritmi che chiedono movimento e cori che sembrano nati per essere urlati in compagnia. Anche quando le strutture sono semplici, nulla suona pigro: c’è sempre un dettaglio, una svolta, una trovata che evita l’automatismo. È come se la band dicesse: sì, vogliamo farvi ballare, ma senza rinunciare a una personalità riconoscibile.

Dal punto di vista sonoro, il disco mantiene una coerenza che evita l’effetto playlist. Le chitarre sono spesso ruvide ma giocose, le sezioni ritmiche tengono tutto in piedi con una semplicità elastica, mentre la produzione sceglie di non levigare troppo, lasciando che il suono resti vivo, imperfetto, quasi sudato. È una scelta che rafforza l’identità del lavoro e lo rende credibile nella sua esuberanza.

''Pompa il volume'' non è un album che cerca di cambiare le regole del gioco, ma è uno di quelli che ricordano perché vale la pena giocare. È istintivo, rumoroso, autoironico, e soprattutto sincero. Io e i Gomma Gommas sembrano dirci che, in un panorama spesso ossessionato dal controllo e dalla misura, alzare il volume può essere ancora un atto liberatorio. E, alla fine dell’ascolto, viene naturale dargli ragione. (Andrea Rossi)