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SEB BRUN & SIMON HENOCQ  "Vallées"
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Con ''Vallées'', Seb Brun e Simon Henocq costruiscono un paesaggio sonoro che sembra nascere prima ancora di farsi musica. Il disco non procede per brani tradizionali, ma per masse, percorsi, accumuli e rarefazioni: un flusso continuo che invita l’ascoltatore a entrare in uno spazio più che a seguire una narrazione.

L’elemento più affascinante dell’album è il suo rapporto con la materia sonora. Le percussioni di Henocq non scandiscono il tempo in modo convenzionale: emergono come fenomeni fisici, attriti, urti, risonanze che dialogano con i trattamenti elettronici e le manipolazioni timbriche di Brun. Il risultato è una musica che sembra respirare, fatta di micro-eventi e tensioni sottili, dove anche il silenzio diventa strutturale.

''Vallées'' gioca molto sull’idea di profondità. I suoni sembrano collocati su piani diversi, come se l’ascoltatore osservasse (o attraversasse) un territorio stratificato. A tratti il disco appare scabro, quasi ostile; in altri momenti si apre invece a una delicatezza inattesa, con frequenze lievi che affiorano e si dissolvono prima di stabilizzarsi. È proprio questo equilibrio instabile che tiene viva l’attenzione: nulla è decorativo, nulla è lasciato al caso.

L’improvvisazione, sebbene centrale, non è mai autoreferenziale. Brun e Henocq dimostrano un controllo notevole della forma, riuscendo a dare coerenza a un materiale che potrebbe facilmente frammentarsi. Le “vallate” del titolo sembrano alludere sia agli spazi acustici esplorati sia ai movimenti emotivi dell’ascolto: discesa, attesa, risalita, senza una gerarchia evidente.

Non è un disco che si concede facilmente al primo ascolto. ''Vallées'' richiede tempo, attenzione, e una certa disponibilità a lasciarsi disorientare. Ma è proprio in questa richiesta che risiede la sua forza: l’album non offre risposte immediate, bensì un’esperienza immersiva, quasi tattile, che continua a rivelarsi nel tempo.

In definitiva, ''Vallées'' è un lavoro rigoroso e suggestivo, capace di fondere improvvisazione, ricerca timbrica e sensibilità formale in un unico corpo sonoro. Un disco che non si limita a essere ascoltato, ma che si attraversa. (Andrea Rossi)