DIEGO CEO "Of wood sea and wind"
(2026 )
''Of Wood, Sea and Wind'', uscito per Mosho Dischi, è un album che sembra nascere prima ancora di essere ascoltato: prende forma nell’immaginazione, come un paesaggio che si intuisce oltre una nebbia sottile, danzando tra folk, elettronica e cantautorato, con Dijon, Novo Amor e Bon Iver come riferimenti più immediati.
Il giovane Diego Ceo (classe 1999) vanta un percorso originale e completo, che si muove tra il MAST Recording Studio di Bari e la University of the West of Scotland, dove insegna produzione musicale e sound design.
Per questo disco, prodotto al Durbuy Music Studio, in Belgio, nel cuore della Vallonia, Diego costruisce un lavoro profondamente atmosferico, in cui gli elementi naturali evocati dal titolo non sono semplici suggestioni, ma vere e proprie forze narrative.
Il legno è la materia: caldo, ruvido, vivo. Si percepisce nella scelta dei timbri, spesso asciutti, tattili, mai ridondanti. Le strutture musicali ricordano anelli di crescita, stratificazioni lente che danno solidità al racconto sonoro. Il mare, invece, è il movimento: onde di suono che avanzano e si ritirano, dinamiche fluide, momenti contemplativi seguiti da improvvise aperture emotive. Non c’è fretta, ma nemmeno immobilità: tutto scorre con naturalezza.
Il vento è forse l’elemento più affascinante del disco. Soffia tra gli spazi, riempie i silenzi, suggerisce direzioni senza mai imporle. Ceo lascia respirare le composizioni, affidandosi a pause significative e a una sottrazione consapevole che dà valore a ogni intervento sonoro. È qui che l’album trova la sua dimensione più intima: nell’ascolto attento, quasi meditativo, che richiede tempo e disponibilità.
''Of Wood, Sea and Wind'' non è un disco che cerca l’impatto immediato. Preferisce sedimentare, tornare alla memoria a distanza di ore o giorni, come il ricordo di un luogo attraversato in silenzio. È un lavoro coerente, elegante e profondamente personale, che invita l’ascoltatore a rallentare e ad abitare, per un po’, un mondo fatto di suoni, aria e materia. (Andrea Rossi)