JOHN MC GUIRE "Double string trios"
(2026 )
Composti da John McGuire tra il 2009 e il 2019 e diretti da Axel Lindner, i tre lavori contenuti su Double String Trios (uscito per Unseen Worlds) evidenziano la grande abilità del compositore statunitense nell'intrecciare i suoni della classica contemporanea e dell'elettronica della Colonia post-bellica, ispirati anche dalle lezioni di Karlheinz Stockhausen e di Krzysztof Penderecki, e profondamente legate alle tradizioni del serialismo europeo.
Le opere contenute in Double String Trios sono emozionanti e appassionanti, variegate nella loro struttura e coinvolgenti nel loro ritmo e nel loro umore. Traslati negli strumenti ad archi, le idee musicali e ritmiche di John McGuire mantengono la complessità che emerge anche nell'universo pulsante e ipnotico dei sintetizzatori, ma si parcellizza in una maniera ancor più stratificata e straniante. Sono opere che provano a sfidare alcune regole relative ai cambi di tempo, al modo in cui si sviluppano la spazialità e l'intreccio delle melodie e alle variegate modalità in cui si compongono le variazioni armoniche e ritmiche.
"Jump Cuts", l'opera che apre il disco, ne è l'esempio perfetto: i tempi ruotano e si intersecano tra loro, acuti e bassi sprigionano la loro potenza come se si sfidassero e si inseguissero a vicenda, e anche la melodia finisce per stratificarsi attraverso approcci e linguaggi differenti. "Playground" si muove sottilmente e con un andamento cerebrale ma al tempo stesso vivido e diretto, particolarmente sontuoso e quasi religioso nel suo dipanarsi e svelarsi di fronte agli occhi e alle orecchie del pubblico. "Double Bars" prova a innestare frequenze e soluzioni armoniche originali in un'impalcatura a tutti gli effetti classica, un brano che sfrutta la citazione e l'allontanamento dal modello come i cardini di un continuo farsi e disfarsi di una matassa non facile da districare.
Per tutti questi motivi Double String Trios è un lavoro fondamentale nella produzione di McGuire, così radicato nelle sue sperimentazioni ritmiche e melodiche e nella sua volontà di costruire, a partire da solide basi classiche contemporaneo, un mondo differente e appassionante, che risulti matematico e carnale al tempo stesso. (Samuele Conficoni)