LUCIA DALL'OLIO "Soste di Venere"
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Classe 1994, Lucia Dall’Olio si avvicina molto presto al canto jazz, formandosi con insegnanti di rilievo del panorama bolognese come Chiara Pancaldi, Alessia Obino e Cristina Renzetti, approfondendo inoltre la tecnica vocale con Miguel Curti.
Dopo la laurea triennale in canto jazz al Conservatorio Giovan Battista Martini di Bologna con Diana Torto e il conseguimento del biennio specialistico presso il Conservatorio Venezze di Rovigo, la cantante sviluppa un linguaggio artistico personale che unisce jazz, musica brasiliana e cantautorato italiano.
Nel 2020 pubblica ''Wrapped in a Lush Dream'' con il progetto Noctua, esperienza che anticipa la ricerca sonora e narrativa maturata oggi in ''Soste di Venere''. Con questo nuovo lavoro discografico, pubblicato per Emme Record Label, Lucia Dall’Olio costruisce un universo sonoro delicato e magnetico, dove frammenti di vita quotidiana si intrecciano a romanticismo e astrologia.
Il disco si muove infatti lungo due traiettorie principali, amore e stelle, trasformando le esperienze sentimentali in racconti intimi e poetici. La collaborazione con Marco Pesatori emerge nei riferimenti astrologici, utilizzati come metafore emotive per descrivere relazioni, desideri e fragilità.
Dal punto di vista musicale, ''Soste di Venere'' riesce a fondere jazz contemporaneo e scrittura cantautorale con grande naturalezza. L’ukulele, strumento scelto dall’artista per la sua essenzialità e intimità, diventa il cuore timbrico dell’album.
Accanto alla voce elegante e morbida della cantante, il contrabbasso di Gianluca Lione e la batteria e percussioni di Margherita Parenti costruiscono paesaggi sonori minimali ma ricchi di sensibilità.
I brani, i cui titoli ricordano l’astrologia, scorrono come pagine di un diario: ''Luna e Saturno'' affronta il tema di una relazione tossica attraverso il simbolismo astrologico della quadratura tra i due pianeti, trasformando il conflitto sentimentale in immagine cosmica. ''Elena'' è invece un racconto quasi onirico dedicato a una storia d’amore femminile narrata con delicatezza e autenticità, mentre ''Ma tu non hai fatto terapia'' colpisce per la lucidità con cui descrive il progressivo sgretolarsi di una coppia, incapace di affrontare le proprie fragilità psicologiche.
In ''Mosaico'', infine, il ricordo affettivo si trasforma in una riflessione nostalgica sulla permanenza delle emozioni. La forza di ''Soste di Venere'' sta soprattutto nella sincerità espressiva di Lucia Dall’Olio, che sceglie una scrittura diretta, ironica a tratti, ma sempre attraversata da una sottile magia.
Il risultato è un album capace di parlare d’amore e relazioni con profondità, senza rinunciare alla leggerezza poetica. Un lavoro che conferma la maturità artistica della cantante e la sua capacità di trovare una voce personale nel panorama del nuovo jazz-cantautorato italiano.
Voto 8,5. (Tatiana Lucarini)