recensioni dischi
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PALMER GENERATOR  "Corpo celeste"
   (2026 )

“Corpo celeste” è il nuovo album dei Palmer Generator, band marchigiana attiva dal 2010 e realtà a suo modo unica sulla scena italiana, data la natura “familiare” del progetto.

Per il trio composto da Michele, Mattia e Tommaso Palmieri, rispettivamente padre, figlio e zio, si tratta del sesto lavoro in studio, a tre anni di distanza dall’ultimo “Ventre”.

Rispetto agli esperimenti in orbita math e noise del precedente capitolo, “Corpo celeste” incarna una sinfonia post rock scandita da quattro movimenti, ma concepita come flusso narrativo unico, che esplora non soltanto sfumature cosmiche, ma anche più oniriche e spirituali, legandosi al concetto di “vibrazione cosmica”, intesa come suono invisibile che permea ogni cosa.

Il disco è caratterizzato da un timbro di basso più fedele a idee noise, da una batteria che tesse trame cicliche, con un effetto quasi ipnotico, mentre la chitarra disegna droni che contribuiscono a generare un sound ipnotico, neanche troppo distante da una certa psichedelia anni Settanta.

I riferimenti artistici spaziano dai Godspeed You! Black Emperor alle sfumature più emotive dei Mogwai, dalle allucinazioni più care ai Neu! a tensioni orchestrali e minimali, ma la proposta dei Palmer Generator conserva una dimensione molto personale e non appare mai derivativa.

“Corpo celeste”, per quasi quaranta minuti, abbraccia e ipnotizza, accarezza e inquieta, conducendo l’ascoltatore verso un ascolto che è esperienza di viaggio e astrazione: materiale preziosissimo non solo per i più avvezzi al post rock, ma per chiunque cerchi un album intenso, ragionato, ma anche sensoriale e viscerale. (Piergiuseppe Lippolis)