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NOVA  "Canto la vita"
   (2026 )

Prima o poi occorrerà trattare compiutamente il fenomeno della Christian Contemporary Music (CCM).

Per chi non lo sapesse, la Christian Contemporary Music è musica attualissima (rock, pop, cantautorale, blues, a volte addirittura rap) che però affronta tematiche di fede, apertamente cristiane.

Può sembrare strano, di primo acchito, ascoltare sonorità trascinanti legate a testi di fede. Ma, in realtà, strano poi non lo è per niente. La Bibbia spiega che fin dai tempi delle prime comunità ebraiche si pregava cantando, ballando ed accompagnandosi con strumenti a percussione, quindi che ritmo e fede non possano allegramente convivere è un'idea abbastanza falsa ed inattuale.

Non solo: la Christian Contemporary Music non è per niente un fenomeno recente. Esiste addirittura dagli anni '60, quindi 60 anni di vita cominciano ad essere una prova abbastanza rimarchevole della fondatezza della proposta. In fondo, se ci pensate, non è che il rock sia molto più anziano, essendo comunemente datato, come primi vagiti, nel gospel afroamericano degli anni '50.

Tutto questo preambolo per introdurre i NovA, che della Christian Contemporary Music italiana sono tra i portavoce più credibili e di successo. Non entreremo nella scelta di accompagnare le loro note (che, diciamo subito, essere tecnicamente ottime e trascinanti) da tematiche di fede e cristiane. Troppo personali le motivazioni di chi sceglie questi argomenti, sia per chi li esegue che per chi li ascolta, per poter sindacare. Anche se, va detto, in un periodo in cui i testi (soprattutto a livello rap-trap) lasciano decisamente a desiderare, queste liriche sono ben scritte e, soprattutto, pregnanti. Senza, come detto, entrare assolutamente sui significati, che si possono condividere o meno. Chi scrive incidentalmente li condivide, ma questo non significa granché.

Entreremo invece, questo sì, nella proposta musicale. Che è, l'abbiamo già accennato, di ottima qualità. ''Canto la vita'' dei NovA è un disco che si muove con naturalezza tra intimità e slancio collettivo, costruendo un percorso sonoro capace di trasformare emozioni personali in materia condivisa. Fin dal titolo, l’album suggerisce una dichiarazione di intenti: non un’idealizzazione ingenua dell’esistenza, ma piuttosto un canto consapevole, a tratti fragile, che affronta luci e ombre con sincerità.

Musicalmente, il lavoro (il cui ricavato va interamente in beneficenza) si distingue per una scrittura equilibrata, in cui arrangiamenti curati ma mai ridondanti accompagnano la voce principale, sempre al centro della narrazione. Le sonorità spaziano tra un pop alternativo elegante e momenti più intensi, con incursioni che richiamano certo rock melodico italiano, senza però scivolare nella prevedibilità. Le chitarre creano atmosfere calde e avvolgenti, mentre la sezione ritmica offre stabilità senza appesantire, lasciando respirare i brani.

Uno dei punti di forza del disco (per la cui lavorazione sono occorsi addirittura 6 anni) è proprio la coerenza emotiva: ogni traccia sembra aggiungere un tassello a una visione complessiva, che parla di crescita, resistenza e desiderio di autenticità. I testi, pur mantenendo una semplicità accessibile, evitano banalità e cercano immagini che risuonino con l’ascoltatore. Si percepisce un’urgenza espressiva che non vuole impressionare, ma comunicare.

Le canzoni più riuscite sono quelle in cui il gruppo riesce a trovare un equilibrio tra energia e riflessione, alternando momenti più dinamici ad altri quasi sospesi. In questi passaggi, i NovA dimostrano di saper giocare con le dinamiche, costruendo climax emotivi che danno profondità all’ascolto.

''Canto la vita'' non è un disco che punta sull’effetto immediato o sulla hit facile: cresce con il tempo, rivelandosi ascolto dopo ascolto. È un album che invita a rallentare, ad ascoltare le parole e a lasciarsi trasportare da un suono che vuole essere autentico prima che spettacolare.

In definitiva, i NovA offrono un lavoro sincero, capace di parlare a chi cerca nella musica non solo intrattenimento, ma anche un luogo in cui riconoscersi. Un disco che non urla per farsi notare, ma che trova forza nella sua delicatezza e nella sua coerenza. (Andrea Rossi)