recensioni dischi
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HYPNOTIC STREAMS  "Hypnotic Streams"
   (2026 )

Gli Hypnotic Streams sono Fabio Rambelli, polistrumentista da tempo attivo nel campo dell’improvvisazione in diversi generi musicali, e Dirk Johan Stromberg, artista multidisciplinare statunitense noto per essere un costruttore di strumenti, oltre che per la sua vocazione improvvisativa.

Il duo è da poco tornato con un album omonimo, che esiste e si sviluppa nei contrasti e nelle contraddizioni tra un passato remoto e le elucubrazioni sull’avvenire, tra una tensione metallica e un respiro umano e organico, tra l’ambient più sperimentale e la meditazione.

“Hypnotic Streams” segna l’incontro tra lo shō, strumento a fiato giapponese del settimo secolo, e il fryprone, descritto come un oggetto sonoro elettroacustico contemporaneo. Da un lato, dunque, un mondo lontano, nel tempo e nello spazio, che si fa prossimo e presente; dall’altro, il tentativo di comprendere e addomesticare qualcosa che sembra appartenere a un’epoca ancora non vissuta.

Fra le maglie di questa antitesi si staglia “Hypnotic Streams”, con la sua materia sonora lenta, porosa, imprevedibile, ma anche per questo umana. Il disco è stato registrato a fine 2025 in India in uno studio volutamente non del tutto insonorizzato, di fatto aprendo alle contaminazioni di suoni e rumori umani e quotidiani, contribuendo alla definizione di un sound ambient complesso, che sembra non appartenere a un tempo preciso.

“Hypnotic Streams” è un ascolto complesso e straniante, ma il suo fascino risiede anche e soprattutto in questo: materiale prezioso per tutti gli appassionati dell’ambient music, specialmente nelle sue declinazioni più sperimentali. (Piergiuseppe Lippolis)