BACO DI SILENZIO "La caratura delle penisole"
(2026 )
A pochi mesi di distanza dall'ottimo esordio di ''Aquile e cieli'', Baco Dì Silenzio (progetto guidato dalla mente poliedrica del cantautore e polistrumentista siciliano Salvatore Scuderi) torna a scompaginare le carte del panorama indipendente con "La caratura delle penisole".
Se il debutto si muoveva su coordinate più intime e sospese, questo secondo capitolo è un'opera monumentale di oltre 68 minuti: un viaggio sonoro ambizioso, stratificato, che ridefinisce i confini del Crossover Prog e del cantautorato colto in Italia.
Il titolo stesso suggerisce una mappatura: pesare il valore ("la caratura") di frammenti di terra protesi verso il mare ("le penisole"). Musicalmente, questo si traduce in un disco geograficamente e stilisticamente liquido, dove la canzone d'autore si frantuma e si ricompone attraverso suite imponenti, deviazioni psichedeliche e squarci poetici.
L'apertura è affidata agli oltre 8 minuti di "Mare Sugli Occhi", un vero e proprio manifesto dell'opera. Il brano si apre con i versi dannunziani ("Rimani! Riposati accanto a me..."), declamati da Scuderi con un'interpretazione vocale mutevole, a tratti quasi nasale, poi profondamente desolata ed evocativa. È un brano che disorienta al primo ascolto, ma che conquista non appena la sezione ritmica e i ricami di flauto (affidati a Davide Bonomo) prendono il largo.
L'album vive di continui cambi di passo, alternando brani lunghi e complessi a brevi acquerelli strumentali o lirici. Oltre alla traccia d'apertura, spiccano i quasi dieci minuti di "Cuori Umani" e, soprattutto, la maestosa "Oltre lo Specchio", una traccia di ben 13 minuti che rappresenta il vertice progressivo del disco. Qui le chitarre di Filippo Rosati dialogano con tastiere barocche e tempi dispari, in un crescendo che toglie il fiato.
Brani come "Cosmopolite" e "Luce di Maggio" mostrano il lato più accessibile e melodico del "Baco", senza mai scadere nella banalità pop, mantenendo intatta una forte ricercatezza armonica grazie al pianoforte di Abramo Riti. Episodi brevi come "Ovunque Amare la Vita" e la conclusiva "Attimi Eterni" fungono da ponti emotivi, momenti di pura quiete poetica prima o dopo la tempesta sonora.
Accompagnato da una schiera di musicisti straordinari (tra cui spiccano la batteria di Maurizio Antonini e il basso di Roberto Pace), Salvatore Scuderi ha firmato un'opera coraggiosa. "La caratura delle penisole" è un album denso, a tratti spiazzante, dove il lirismo letterario italiano sposa la complessità strutturale del rock progressivo europeo.
Baco Dì Silenzio si conferma una delle realtà più originali, sfuggenti e affascinanti della musica d'autore contemporanea. Un ascolto obbligato per chiunque cerchi ancora nella musica un territorio di scoperta e non un semplice sottofondo. (Andrea Rossi)