NOVA ARS CANTANDI "Antonio Domenico Nova - Motetti pastorali"
(2026 )
L’incisione dedicata ai ''Motetti pastorali'' di Antonio Domenico Nova, proposta dalla Nova Ars Cantandi, rappresenta un piccolo gioiello nel panorama delle riscoperte di repertorio sacro italiano del Sei-Settecento. Si tratta di un progetto che unisce rigore filologico e sensibilità interpretativa, restituendo vita a una figura ancora poco frequentata, ma capace di sorprendere per finezza espressiva e ricchezza retorica.
Antonio Domenico Nova emerge in questo programma come un compositore raffinato, perfettamente inserito nella tradizione della musica sacra barocca italiana, ma dotato di un linguaggio personale. I ''Motetti pastorali'' incarnano un equilibrio affascinante tra devozione e teatralità: la scrittura vocale, spesso ornata ma mai manieristica, si intreccia con un accompagnamento strumentale che sottolinea e amplifica gli affetti del testo.
L’elemento “pastorale” non è qui mero colore stilistico, ma diventa un codice espressivo: atmosfere bucoliche, figure ritmiche leggere e un senso diffuso di contemplazione evocano una spiritualità dolce, quasi intima, lontana da ogni enfasi monumentale.
La Nova Ars Cantandi dimostra ancora una volta la propria competenza nel repertorio antico, con un’esecuzione che si distingue per equilibrio, trasparenza e precisione. L’ensemble vocale si muove con grande naturalezza fra le linee polifoniche, mantenendo sempre intelligibilità del testo e coerenza stilistica.
Particolarmente riuscito è il lavoro sulle dinamiche e sulle sfumature: i contrasti tra sezioni più contemplative e passaggi di maggiore slancio sono gestiti con eleganza, senza mai cadere nell’eccesso. La direzione appare consapevole delle esigenze retoriche del repertorio, privilegiando una lettura che valorizza tanto la struttura quanto l’espressività.
Gli strumenti, impiegati con misura, offrono un sostegno discreto ma essenziale. Il basso continuo, in particolare, risulta ben calibrato, contribuendo a creare un tessuto armonico caldo e avvolgente. La registrazione si distingue per nitidezza e profondità: ogni voce è chiaramente percepibile, pur mantenendo un senso di insieme. L’acustica, probabilmente scelta con cura, favorisce una resa naturale che valorizza sia la componente corale sia quella solistica.
Il progetto, nel suo complesso, appare coerente e ben pensato: non si tratta semplicemente di un’esecuzione, ma di una vera operazione di valorizzazione storica e musicale. La scelta del repertorio, la cura dell’interpretazione e l’attenzione al dettaglio contribuiscono a far emergere un profilo artistico convincente.
Questo disco non è solo una piacevole scoperta, ma un contributo significativo alla conoscenza del repertorio sacro italiano meno noto. La Nova Ars Cantandi riesce nell’intento di rendere accessibile e coinvolgente una musica che, pur lontana dai nomi più celebri, possiede una forte identità espressiva.
Consigliato a chi ama la musica barocca italiana, ma anche a chi desidera esplorare nuovi territori sonori con la guida di interpreti affidabili e appassionati. Un lavoro raffinato, che unisce ricerca e sensibilità artistica con risultati di grande eleganza. (Andrea Rossi)