DESIGN "Faithless"
(2026 )
“Faithless” è il terzo album in studio dei Design, formazione marchigiana attiva da oltre tre lustri, ma reduce da una pausa piuttosto lunga e motivata da vicende personali.
Come evocato in una certa misura già dal titolo, l’album muove dal tema della perdita e ne fa una sorta di chiave di lettura per un presente che appare svuotato di senso.
“Faithless” non ha a che fare (solo) con la fede: è l’assenza di punti di riferimento, è lo sgretolamento delle ideologie, è l’urgenza di trovare un’opportunità di redenzione nell’amore e nella consapevolezza, un po’ come fossero la bussola per resistere allo smarrimento all'interno di questa società e, forse, questa esistenza.
Impreziosito anche da riferimenti letterari, ben rappresentati da “The Belly of the Whale”, il ventre della balena, che è metafora di un rifugio, dell’attesa e del confronto con l’oscurità, il motore di tutto, per "Faithless", è l’elaborazione di un lutto.
Musicalmente, il nuovo album dei Design si colloca in orbita post punk e darkwave, accogliendo anche influenze electronic rock fra synth stratificati e densi intrecciati a chitarre vibranti, atmosfere cariche di tensione e a tratti asfissianti, con una potenza narrativa ed evocativa invidiabile.
Oltre a “The Belly of the Whale”, “Faithless” vive un altro momento particolarmente brillante durante “Red Dragon”, ma funzionano bene anche “Blame”, l’altro singolo di lancio.
Non ci sono momenti fuori fuoco in “Faithless”: per i Design è una bellissima prova, tra richiami ai maestri del genere e una sensibilità contemporanea, ispirata e tecnicamente solida, esaltata anche dal bel lavoro di Enrico Tiberi in fase di produzione e mix e da Pete Maher (già Nick Cave & The Bad Seeds, Depeche Mode, Nine Inch Nails, The Killers, Jesus and Mary Chain) al mastering. (Piergiuseppe Lippolis)