recensioni dischi
   torna all'elenco


ENRICO GAL  "Navigo a vista"
   (2026 )

Si dice che la musica (oltre agli occhi) rifletta lo specchio dell’anima e spesso fa, oltremodo, risparmiar parecchi soldini perché, se la utilizzi per sondare pensieri introspettivi, ti evita il lettino dallo psicanalista.

Ma, chiaramente, occorre una marcata sensibilità per trovare risposte idonee e soddisfacenti, che non arrivano con un “click”, bensì dopo un intenso e prolungato lavorìo personale.

Il cantautore ferrarese Enrico Gal mette in atto tutto ciò e veicola lo scrivere per estrapolare le migliori profondità concettuali. Da sempre: prima con un paio di singoli nel 2024, ed oggi con il debut-e.p. “Navigo a vista”, sotto l’egida dell’ottimo producer artistico Michele Guberti della (R)esisto label.

Introdotto dal singolo “Cagliostro”, che gode di una pregevole ritmia fluente, ci vuole “Un secondo” a capire che la scrittura di Enrico non è inchiostro cinese, che svanisce in poco tempo, ma ti resta dentro senza ricorrere a chissà quali diavolerie partiturali, mentre l’ospitata del grande Omar Pedrini in “Controluce” inspessisce, non poco, la struttura di un brano gagliardamente pop-rock.

Tranquilli! Non siamo di fronte ad “Abbagli” dozzinali ma, piuttosto, al cospetto di impalcature sonore cantautorali sì, ma arricchite da quella modernità che non tutti riescono ad innestare nel proprio fucile intenzionale.

Invece, Gal sa colpire bene il bersaglio approvativo con ingredienti mirati e di buona qualità, confermati persino nella conclusiva titletrack, veleggiando con un galeone maestoso ed una cambusa fornita di brillanti nutrimenti musicali: quelli d.o.c., quelli che sai riconoscere al primo assaggio, quelli che torneranno (magari) non nell’immediato, poiché le distillazioni ideative riescono bene solo se fatte decantare almeno un triennio.

Proprio il tempo che è stato necessario ad Enrico Gal per sorprenderci con emerita naturalezza. (Max Casali)