LE BANQUET CELESTE "Bach mein geist"
(2026 )
L'album ''Bach Mein Geist'' dell'ensemble Le Banquet Céleste, pubblicato da Alpha Classics, rappresenta un trionfo di intimità cameristica e rigore barocco.
Si tratta del primo lavoro discografico registrato dalla formazione francese sotto una direzione collettiva, dopo l'addio del fondatore Damien Guillon.
Il disco mette al centro del programma il dialogo spirituale tra la voce umana e due strumenti dal timbro unico: il violoncello piccolo e l'oboe d'amore. Il programma si sviluppa attorno a un perfetto equilibrio tra vocalità sacra e ricerca strumentale.
''Cantata Mache dich, mein Geist, bereit BWV 115'' apre il disco esplorando la fragilità e il risveglio dell'anima; ''Cantata Ich bin ein guter Hirt BWV 85'' chiude invece la registrazione concentrandosi sui temi della tenerezza e della consolazione.
''Concerto per oboe d'amore BWV 1055R'' è inserito al centro del percorso come ponte puramente strumentale, mentre ''Ein neues Lied'' è una suite orchestrale basata sulla trascrizione dei mottetti di Bach a cura di Antoine Touche.
La scelta interpretativa di utilizzare un organico "one-per-part" (un solo cantante per parte) al posto del coro tradizionale amplifica l'atmosfera raccolta della registrazione. Tra i solisti vocali spicca il controtenore Alexander Chance, la cui purezza timbrica si sposa magnificamente con le note calde dei passaggi obbligati.
Ma il vero protagonista strumentale è il violoncello piccolo, che agisce come una seconda voce emotiva. Questo strumento offre un'espressività pungente e malinconica, capace di incarnare la promessa di sollievo spirituale tipica della scrittura bachiana.
Il disco convince pienamente per la sua coesione interna e per la trasparenza del contrappunto. La mancanza di un direttore unico non ha frammentato la visione d'insieme; al contrario, ha responsabilizzato i musicisti del Le Banquet Céleste, che suonano con la complicità tipica di un quartetto d'archi.
È un ascolto, questo, consigliato sia agli amanti della filologia barocca sia a chi cerca una lettura fresca e profondamente umana delle pagine sacre di Lipsia. (Andrea Rossi)