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RE-GHOSTER EXTENDED  "Dreaming with the lights on"
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“Dreaming with the Lights On”, terzo capitolo discografico dell’ensemble Re-Ghoster Extended‌, uscito per Konnekt Records e registrato live all’Archipel Festival di Ginevra, è un lavoro che si muove in bilico tra rivelazione e disorientamento, confermando e al tempo stesso destabilizzando quanto lasciato intravedere in passato.

Fin dal titolo, il disco dichiara la sua poetica: non si tratta di abbandonarsi all’inconscio, ma di restare vigili mentre il sogno accade. Questa tensione si traduce in una scrittura musicale che rifiuta sia la comfort zone della forma tradizionale sia il caos gratuito della sperimentazione fine a sé stessa.

Il risultato è un ascolto stratificato, in cui ogni traccia sembra costruita per rivelare qualcosa solo al secondo o terzo passaggio. I due “deus ex machina” dell’ensemble, Thomas Florin alla batteria e Nicolas Field alle tastiere, fanno a gara tra loro in invenzioni ed inventiva rumoristica, come clima di una città futuristica, coadiuvati da Nate Wooley, Fritz Welch e Jerome Noetinger.

L’ensemble lavora con una tavolozza timbrica ampia, ma mai ridondante. Le componenti elettroniche dialogano con gli strumenti acustici senza mai sovrapporsi in maniera prevedibile: non c’è gerarchia, ma un continuo slittamento di ruoli.

In alcuni momenti è la texture a guidare la composizione, in altri è il ritmo a frammentarsi e ricomporsi, generando una sensazione di instabilità controllata. È proprio questa capacità di tenere insieme elementi apparentemente inconciliabili che rappresenta uno dei punti di forza del disco.

Dal punto di vista emotivo, “Dreaming with the Lights On” è un lavoro ambiguo: inquieto ma non oscuro, malinconico ma mai indulgente. C’è una qualità “notturna” e cinematografica diffusa, ma non si tratta di buio totale: piuttosto, è la luce artificiale di una stanza alle tre di notte, quando i pensieri diventano più nitidi e insieme più difficili da gestire. L’ascoltatore viene invitato a restare dentro questa condizione, senza scorciatoie narrative o risoluzioni facili.

Rispetto al passato, i Re-Ghoster Extended‌ sembrano aver acquisito maggiore consapevolezza formale. Gli arrangiamenti sono più essenziali, e soprattutto si percepisce una volontà di sottrazione che rende il suono più incisivo.

Dove prima c’era il rischio di dispersione, qui c’è una costruzione più precisa delle dinamiche e degli spazi. Non tutto però è perfettamente levigato, e fortunatamente: alcune asperità, qualche passaggio volutamente irrisolto, contribuiscono a mantenere vivo il senso di ricerca.

I momenti migliori del disco sono quelli in cui il gruppo rinuncia alla tentazione di spiegarsi: pause improvvise, code sonore lasciate sospese, microvariazioni che cambiano la percezione di un tema senza mai dichiararlo apertamente. In questi frangenti emerge una scrittura che potremmo definire “cinematica”, ma senza immagini: è musica che suggerisce scenari interiori più che descriverli.

In definitiva, “Dreaming with the Lights On” è un album che richiede attenzione e disponibilità. Non cerca di sedurre immediatamente, né di fornire appigli rassicuranti. Ma proprio per questo riesce a lasciare un’impronta duratura, proponendosi come un lavoro coerente, coraggioso e sorprendentemente maturo. Un disco che non si limita a essere ascoltato: lo si attraversa. (Andrea Rossi)