ANGEL NAMES "Angel Names"
(2026 )
Bastano appena due anime per creare alchimie sonore che si diversificano sempre nel tempo? Sì, Chiara Amalia Bernardini e Nicola Mora lo stanno ampiamente dimostrando, prima con i “Kick” ed oggi, ristrutturandosi col nome Angel Names.
Eh sì, come recita la precedente ragione sociale, i due ragazzi han decisamente voluto dar un “calcio” al passato, riformulando il loro style a cavallo tra soft-noise ed alt-rock, ricamato con vera eleganza.
Avendo, nel complesso, masticato i più disparati generi, ecco che la fisionomia dell’omonimo album assume aspetti intriganti, magnetici, che calamitano l’attenzione con nonchalance e velature fascinose.
Pensate un po', dopo l’aurea oscura dell’intro “Broken nail”, i restanti 8 brani del lotto sono usciti tutti (!) come singoli: non mi era mai capitato, e quindi è motivo di curiosità in più per approcciarsi agli Angel Names.
Basso heavy e moderate esplosioni rappresentano degnamente “Glitter”, mentre “Rollercoaster sfavilla un humus di pregio e “Lion on the door” accarezza con dolce incisività. Si volta spartito con “Turn into a bird”, che sfoggia note chete, quasi mantriche, ma la variabile è ancora in agguato con lo splendido tappeto rock-wave di “Sugar crush”.
Cosa ci si aspetta in coda? L’ottavo (!) singolo “Un dolce finale”: però, il titolo è spiazzante in quanto vigono ampie graffiature di guitars e noise elegiaco.
Sono convinto che Chiara e Nicola posseggano un bel talento visionario, che coltivano con instancabile “work-in-progress”, ed han capito che solo operando in tal modo potranno, quanto prima, annusare il profumo del successo di nicchia. A buon intenditor, poche parole… (Max Casali)