recensioni dischi
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MATTHIAS MUCHE  "Trombone alone"
   (2026 )

“Trombone Alone” è il nuovo album di Matthias Muche, compositore e improvvisatore tedesco di stanza a Colonia, ma anche e soprattutto virtuoso dello strumento che dà il nome all’album.

Muche è anche un teorico della pratica strumentale e nutre da tempo grande interesse per il trombone come oggetto fisico e spaziale, oltre che come mezzo espressivo, e su queste premesse è nato anche l’ultimo lavoro, pubblicato per Col Legno, etichetta tedesca specializzata in musica contemporanea e sperimentale.

“Trombone Alone” condensa in poco meno di cinquanta minuti cinque brani nei quali lo strumento viene utilizzato come generatore di fenomeni fisici e come corpo in grado di interagire con lo spazio circostante.

Attraverso estensioni acustiche ed elettroacustiche e l’impiego di tubi, oggetti, percorsi d’aria modificati e addirittura altoparlanti inseriti nello stesso strumento, il suono “entra” all’interno dello strumento e viene trasformato in una sorta di scultura sonora.

Non è un caso, dunque, che ogni traccia porti nel titolo sostantivi tedeschi che descrivono qualità fisiche o sonore: la ricerca non è mai rivolta alla melodia, ma alle trasformazioni che intervengono quando un musicista mette in relazione uno strumento e lo spazio circostante.

“Trombone Alone” si inserisce nel solco della produzione di Matthias Muche e ne conferma la grande sensibilità artistica e di ricerca: è un disco affascinante, ma che esige di essere approcciato accantonando qualsiasi abitudine di ascolto, in quanto materiale di pura sperimentazione e avanguardia. (Piergiuseppe Lippolis)