recensioni dischi
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STUD  "Under silver sky"
   (2026 )

Gli Stud sono una band hard rock di Helsinky formatasi negli anni ottanta, più precisamente nel 1986, per poi sciogliersi quasi subito.

Ma dopo una brevissima pausa di riflessione (durata quasi più di vent’anni), il quartetto torna in sala di incisione e riprende l’attività.

Escludendo i lavori del primo periodo, “Under Silver Sky” è il loro quinto lavoro in studio. Il loro genere trasuda di passato, di band rock melodiche più o meno impegnate o famose, e soprattutto di quel suono tipico dei gruppi che, negli anni ’80, arrivando dalla penisola scandinava, invadevano le radio del resto del mondo.

Ad ogni modo si sente che di tempo ne è passato non poco. Questo “Under Silver Sky” non è un album da nostalgici, ma neanche una novità assoluta. Ha sicuramente diverse tracce che meritano di essere ascoltate, come quella che dà il nome al disco e “Last Time”: la prima è un bellissima ballad molto positiva, la seconda è una canzone non eccessivamente veloce che comunque coinvolge parecchio.

Gli arrangiamenti sono ben fatti: le tastiere rievocano sonorità vintage con hammond, synth anni ’90. Le sei corde parlano con riff molto diretti e di facile ascolto. La traccia “Battle of a Boozer” dimostra tutto ciò: stile Van Halen, la si potrebbe sentire cantata dal buon vecchio David Lee Roth.

Le parti vocali non primeggiano su tutto, anzi. Il genere non è dei più semplici e quindi, un po’ di affanno ci sta. D'altronde quest’anno gli Stud festeggiano 40 anni di onesta attività. (Andrea Allegra)