recensioni dischi
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ANFIBIO  "Mondi"
   (2026 )

A forza di comporre canzoni, sin dall’età adolescenziale, si arriva inevitabilmente a provare la voglia di riunirle per dar vita all’opera d’esordio, come ad imprimere per sempre ricordi, sensazioni ed esperienze del passato, innestate con quelle del presente.

E’ un percorso che ha toccato molto da vicino il cantautore partenopeo Anfibio (Guido Fiorenza), che ha voluto riassumere tutto il suo vissuto nel primo album “Mondi”, che altro non è che una palese dichiarazione esplorativa delle globalità delle sue idee, concentrate nella mezzoretta dei 9 brani in elenco.

Questi sono rappresentati degnamente dai 3 singoli scelti: “Ombre”, “Madrenalina” e “Non perderti”, nei quali si gustano, rispettivamente, sia discrete atmosfere acustiche che fortemente rock, e pure una rilevante ballad.

Di certo, la gagliardia esecutiva si riflette sin dall’ingresso delle grintose ed altisonanti “Controvento” e “Clandestino”, le quali certificano la ricchezza d’influenze che i musicisti ospiti apportano da varie zone dello Stivale.

Anfibio, da parte sua, convince nella stesura e potenza vocale, trasmettendo adrenalina (o…”madrenalina”?) a profusione poiché, all’atto di sputare la sua protesta sociale, te la spara tracimando senza mezzi termini, cosi come “Prossima destinazione”, che non ci pensa assolutamente a calmierare il piglio assemblativo che ben figura.

E, sebbene “Nuove onde” e “Salva il tuo tempo” allentino lievemente la presa, mostrano (comunque) un bel carattere folk-rock. Esordi così fan ben sperare che il mainstream continui a registrare presenze autoriali di ottimo livello, lasciando Intelligenze artificiali, autotune e diavolerie varie a chi non sa scrivere di musica. Invece Anfibio sì, che sa scrivere bene: eccome! Bravo Guido. (Max Casali)