THE DAWN OF SAMHEIN "Sisters of the dawn"
(2026 )
Con "Sisters of the dawn", i francesi Dawn of Samhein firmano un manifesto sonoro di rara intensità, ridefinendo i confini del metallo più oscuro. La band plasma un sound avvolgente, sospeso tra nostalgia e innovazione epica.
La proposta musicale si colloca all'incrocio perfetto tra tre mondi complementari: il gothic rock old-school (atmosfere fumose e chitarre riverberate stile Fields Of The Nephilim), il gothic doom metal (riff monolitici, cupi e decadenti sulla scia dei Paradise Lost) ed il sinfonismo etereo, con aperture maestose guidate da incantevoli e drammatiche voci femminili.
L'album non soffre di monotonia e offre uno spettro stilistico incredibilmente vario: "Sisters of the dawn" è un'apertura brutale che sposa una melodia violentemente oscura, mentre "Hadassah" è una vera e propria perla introdotta da un ipnotico arpeggio di chitarra elettrica a 12 corde.
"Consolamentum" è una potenziale hit radiofonica, dal groove trascinante e dal ritornello killer, mentre "Rising like a dying sun" è una suite di ben 6 minuti, vero tour de force emotivo e strutturale.
"Sisters of the dawn" è un ascolto obbligato per chiunque ami le sonorità crepuscolari. I Dawn of Samhein uniscono rabbia metallica e grazia sinfonica in un rituale musicale imperdibile. (Andrea Rossi)