recensioni dischi
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MICHELE PIANO  "De essentia"
   (2026 )

Interessante questo "De Essentia", secondo lavoro di Michele Piano, pianista e compositore pugliese con spiccata propensione verso la ricerca di linguaggi contemporanei.

Vincitore di numerosi concorsi e premi e protagonista di svariate collaborazioni, è specializzato nell'uso dei sintetizzatori analogici ed in musica da film.

Il connubio evocativo musica ed immagine è peculiare nelle sue composizioni, che spaziano in diversi generi ma che, partendo dalla sua formazione classica, spaziano nel jazz, nella ambient, nell'elettronica.

Nelle otto tracce di quello che si potrebbe definire un "concept" album strumentale, si percepiscono chiare influenze ed ispirazioni tratte da Brian Eno, Nils Frahm e Jean-Michel Jarre.

Siamo in una dimensione ambient dove sono presenti loop, elettronica, riverberi ed il piano sempre comunque protagonista delle linee melodiche ed espressive, calibrato spesso con successioni di note singole molto intense.

L'ascoltatore viene coinvolto in un viaggio che, mediante la prospettiva della formazione dell'universo, prelude alla introspezione ed alla ricerca dell'ignoto dentro di sé.

Ogni traccia si può considerare una tappa di un percorso interamente scritto, mixato e masterizzato dal nostro artista. Ho trovato veramente suggestivo il brano "Andromeda", quarto in scaletta, che tramite quel tappeto sonoro elettronico e batteria con piano minimale rende il movimento silenzioso del cosmo.

Voto 8. (Roberto Celi)