LANDSCAPE TRIO "Sailing through"
(2026 )
Con ''Sailing Through'', il Landscape Trio consegna un debutto che ha la consistenza di una rotta tracciata con mano sicura, e insieme la libertà di una navigazione aperta agli imprevisti.
Gli otto brani si dispongono come altrettanti quadri sonori, carte nautiche di un viaggio nel jazz contemporaneo dove genealogie e confini si fanno porosi: la scrittura si intreccia con l’improvvisazione senza mai perdere una direzione narrativa.
Il trio — Emiliano Bez alla chitarra, Christian Guidolin al contrabbasso e Andrea Pellarin alla batteria — costruisce un paesaggio timbrico riconoscibile fin dai primi minuti. La chitarra, capace di alternare trasparenze cristalline e improvvisi addensamenti, dialoga con un contrabbasso che non si limita al ruolo di sostegno, ma si muove da protagonista melodico e materico.
La batteria, sempre attenta al respiro del gruppo, plasma lo spazio con elegante duttilità: più pittore che metronomo, più guida discreta che protagonista invadente. Il riferimento estetico a certe rarefazioni di matrice ECM è evidente, ma mai derivativo: qui la sospensione non è mai vuota, bensì carica di tensione e attesa.
Al contempo, emergono scarti ritmici che guardano alla fusion e una sensibilità armonica che lambisce territori del progressive rock, soprattutto nei passaggi in cui i metri irregolari diventano il motore di una narrazione cangiante.
Eppure, nonostante la complessità sottesa, il disco non rinuncia a una sorprendente cantabilità: ogni brano custodisce un nucleo lirico che affiora anche nelle sezioni più esplorative.
I titoli orientano l’ascolto come tappe di un itinerario immaginifico. ''A Raindrop Story'' apre con delicatezza, una goccia che si allarga in cerchi concentrici. ''Hokusai'' suggerisce onde che si increspano tra controllata energia e linee fluide, mentre ''Esa'' si muove con passo più raccolto, quasi contemplativo.
''Scirocco 12/11/19'' introduce correnti più calde e instabili, con una scrittura che si frammenta per poi ricomporsi. In ''Cloud Atlas'' il trio respira all’unisono, disegnando una trama sospesa e stratificata; ''Shibuya'' pulsa di urbanità obliqua, tra ritmi spezzati e improvvise aperture.
''Kind Folk'' riporta a una dimensione più intima e narrativa, mentre ''La Via del Mare'' chiude il cerchio con un senso di ritorno che è anche trasformazione.
La partecipazione di Lorenzo Cucco al sax arricchisce ulteriormente la tavolozza, aggiungendo una voce che si inserisce con naturalezza nell’interplay, talvolta guidando, talvolta dissolvendosi nel tessuto collettivo.
La registrazione, realizzata a Bassano del Grappa nel novembre 2025, restituisce con nitidezza la dinamica e la profondità di questo dialogo. *Sailing Through* è un esordio che convince per coerenza estetica e maturità espressiva: un lavoro che non teme l’esplorazione ma sa anche trattenere, raccontare, lasciare spazio.
Un attraversamento consapevole del presente del jazz, dove il suono — come il titolo suggerisce — respira, si espande e si trasforma, invitando l’ascoltatore a perdersi e ritrovarsi, brano dopo brano. (Andrea Rossi)