FRANCESCO PIEROTTI "Attractions"
(2026 )
Con ''Attractions'', Francesco Pierotti firma un lavoro che si colloca con naturalezza e autorevolezza nel solco della grande tradizione jazzistica, ma che allo stesso tempo dimostra quanto questa tradizione possa essere materia viva, plasmabile e continuamente rigenerabile.
Contrabbassista di grande solidità tecnica e musicale, compositore sensibile e didatta stimato, Pierotti si conferma qui come una delle voci più interessanti della sua generazione, capace di coniugare profondità storica e slancio creativo.
Il disco si fonda su nove standard, colonne portanti del repertorio jazz, eppure ''Attractions'' è tutt’altro che un’operazione museale o filologica. Pierotti, insieme ai suoi straordinari compagni di viaggio Roberto Tarenzi al pianoforte e Lorenzo Tucci alla batteria, affronta questo materiale con uno spirito di reinvenzione costante.
Ogni brano diventa così un terreno di confronto e di esplorazione, dove il rispetto per la forma originale convive con una libertà espressiva piena e consapevole. Ciò che emerge con forza fin dai primi ascolti è la qualità dell’interplay: il trio si muove come un organismo unico, fluido, capace di respirare e articolare il discorso musicale con una naturalezza sorprendente.
Non c’è gerarchia rigida tra gli strumenti, ma un continuo scambio di ruoli e di impulsi, in cui il contrabbasso di Pierotti non si limita alla funzione di sostegno armonico e ritmico, ma diventa voce narrante, spesso lirica, sempre incisiva. Il pianismo di Roberto Tarenzi, ricco di suggestioni e raffinato nel fraseggio, dialoga con il contrabbasso con intelligenza e sensibilità, mentre la batteria di Lorenzo Tucci si distingue per precisione, dinamica e capacità di scolpire il tempo senza mai appesantirlo.
Insieme, i tre costruiscono un suono compatto ma allo stesso tempo aperto, in cui ogni dettaglio contribuisce a un equilibrio complessivo di grande eleganza. La cifra stilistica di Pierotti si riconosce proprio in questa tensione equilibrata tra tradizione e contemporaneità.
L’influenza dei grandi maestri è evidente, ma non diventa mai manierismo: al contrario, viene assimilata e trasformata in linguaggio personale. Le riletture degli standard risultano così fresche, vibranti, mai prevedibili. Le linee di contrabbasso, sempre curate e musicalmente mature, guidano spesso l’evoluzione dei brani, suggerendo direzioni armoniche e ritmiche che il trio sviluppa con grande coesione.
''Attractions'' è anche il riflesso della lunga esperienza artistica di Pierotti, maturata attraverso collaborazioni di alto livello nel panorama jazzistico nazionale e internazionale. Questo bagaglio si traduce in una visione ampia, in un approccio aperto e curioso, che evita ogni chiusura stilistica. Non sorprende, dunque, che lo stesso Pierotti sia anche un didatta apprezzato: nella sua musica si percepisce una consapevolezza profonda dello strumento e del linguaggio jazz, unita a una volontà costante di ricerca e trasmissione.
In definitiva, ''Attractions'' è un disco che parla agli amanti del jazz più tradizionale ma anche a chi cerca nuove prospettive all’interno di un linguaggio storico. È un lavoro che convince per coerenza, qualità esecutiva e, soprattutto, per autenticità.
Francesco Pierotti e il suo trio dimostrano che la vera innovazione non passa necessariamente dalla rottura, ma può nascere anche da un dialogo intelligente e appassionato con la tradizione. Ed è proprio in questo spazio, vivo e fertile, che ''Attractions'' trova la sua voce più sincera. (Andrea Rossi)