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DANIELE MORELLI  "Sentieri"
   (2026 )

“Sentieri” del chitarrista Daniele Morelli è un disco che non si limita a raccontare un viaggio: lo compie. Ogni brano sembra aprire una porta su un luogo diverso, come se la chitarra fosse una bussola capace di orientarsi tra culture lontane senza mai perdere il proprio nord emotivo.

L’album nasce dall’esperienza diretta di Morelli in terra messicana, e questo si sente subito: i primi brani hanno il calore della trova, l’andamento morbido delle serenate popolari, il gusto per la melodia che si intreccia con ritmi antichi. Ma non è un disco “folkloristico”: è un lavoro che assorbe, rielabora e restituisce.

Man mano che il percorso avanza, il suono si fa più mediterraneo. Le armonie si aprono, la chitarra si fa più narrativa, quasi a voler raccontare il ritorno verso casa. È come se Morelli portasse con sé la polvere delle strade messicane e la mescolasse con la luce delle colline italiane.

Morelli suona con una delicatezza che non è mai timidezza: è rispetto. Rispetto per le tradizioni che incontra, per i popoli che osserva, per le storie che decide di trasformare in musica. La sua chitarra non invade, dialoga. Non imita, interpreta.

Il risultato è un linguaggio ibrido ma coerente, dove ritmi latini si intrecciano con melodie mediterranee, frasi jazzate convivono con suggestioni popolari e, soprattutto, la tecnica è sempre al servizio dell’emozione.

“Sentieri” è un album che non ha fretta. Ogni traccia si prende il tempo di crescere, di farsi conoscere, di lasciare un segno. È un lavoro che invita all’ascolto attento, quasi contemplativo, ma che allo stesso tempo mantiene una leggerezza naturale, come una conversazione tra amici che si incontrano dopo un lungo viaggio.

E il tutto funziona. Perché è autentico, perché non cerca l’effetto, ma la verità del percorso. Perché Morelli non si limita a unire due mondi musicali: li fa dialogare, li fa incontrare, li fa camminare insieme.

“Sentieri” è un disco che parla di movimento, di ritorni, di contaminazioni felici. È un album che ti accompagna, che ti fa viaggiare anche restando fermo, che ti ricorda che la musica è, da sempre, il modo più semplice e più profondo per attraversare i confini. (Andrea Rossi)