LA COMPAGNIA SCAPESTRATI "Sognoricordo"
(2026 )
''Sognoricordo'' è uno di quei dischi che non si limitano a suonare: abitano. Abitano le giornate, le strade, le piccole epifanie che trasformano la routine in racconto.
La Compagnia Scapestrati – Francesco Porro, Massimo Galli, Diego Caroppo, Leonardo Romeo Borghi e Alessio Viscuso – firma un lavoro che conferma la maturità di un progetto capace di far convivere leggerezza e profondità senza mai forzare la mano.
Il cuore pulsante di ''Sognoricordo'' è la scrittura di Francesco Porro: diretta, emotiva, quotidiana. Le sue immagini – spesso semplici, mai banali – trovano una veste musicale che le amplifica senza sovrastarle.
La band lavora come un organismo unico: la chitarra acustica di Porro è la radice, gli strumenti a corde di Galli aggiungono colore e movimento, la batteria di Caroppo dà respiro e dinamica, il basso di Borghi costruisce la struttura portante, mentre la chitarra di Viscuso rifinisce con eleganza.
Le sonorità del disco oscillano con naturalezza tra Folk e Pop, senza mai sembrare un esercizio di stile. C’è il gusto per la melodia orecchiabile, quella che ti rimane addosso dopo un solo ascolto, ma anche la cura per gli arrangiamenti, che non cedono alla tentazione dell’eccesso.
Ogni brano sembra pensato per funzionare sia in cuffia sia dal vivo, e questo non sorprende: l’esperienza dei tanti concerti si sente, eccome. La Compagnia Scapestrati ha una qualità rara: sa trasformare un episodio di vita comune in un varco verso qualcosa di più grande.
L’amore, la società, le relazioni umane, tutto passa attraverso una lente narrativa che non pretende di dare risposte, ma invita a guardare meglio. ''Sognoricordo'' è un disco che ti fa ballare mentre ti mette davanti una domanda, che ti fa sorridere mentre ti sfiora una nostalgia improvvisa.
La forza del progetto sta anche nel rapporto tra i cinque musicisti: un’intesa evidente, che si percepisce nei brani e che dal vivo diventa un meccanismo a doppia mandata con il pubblico. La band sa quando spingere e quando rallentare, quando lasciare spazio alla voce e quando far parlare gli strumenti.
Il risultato è un disco che non si limita a essere ascoltato: si vive. ''Sognoricordo'' è un lavoro sincero, vibrante, costruito con cura e con una sensibilità narrativa che non si incontra tutti i giorni. È il disco di una band che ha trovato la propria identità e la porta avanti con coraggio, mescolando ballabilità e introspezione, immediatezza e profondità.
Un album che conferma La Compagnia Scapestrati come una delle realtà più autentiche e comunicative della scena cantautorale contemporanea italiana. (Andrea Rossi)