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MARIAM WALLENTIN & WEST NORVEGIAN JAZZ ENSEMBLE  "Spring flood"
   (2026 )

“Spring flood” di Mariam Wallentin & West Norwegian Jazz Ensemble è un disco che sembra nascere da un gesto naturale: un’immagine che si scioglie, una voce che diventa paesaggio, un ensemble che respira come un unico organismo.

È un lavoro collettivo nel senso più pieno del termine, dove improvvisazione, poesia e visioni sonore non sono elementi giustapposti ma vene dello stesso corpo musicale.

Il soggiorno di Mariam Wallentin a Basilea nella primavera del 2023 non è un dettaglio biografico: è la matrice emotiva del disco. ''Spring flood'' porta con sé quella qualità di luce liquida, di rinascita ancora incerta, di fragilità che si espande.

Le sette composizioni originali e la rara cover che completano il percorso sembrano tutte attraversate da un’energia che cresce per accumulo, come un fiume che si ingrossa lentamente, senza mai perdere la propria direzione.

Il disco vive di contrasti che non diventano mai conflitto. Toni teneri e incalzanti convivono senza fratture: la voce di Wallentin sa essere carezza e urgenza, sospensione e richiamo. Atmosfere eteree ed elettriche si alternano con naturalezza, come se l’ensemble fosse capace di modulare la propria densità emotiva in tempo reale.

L’improvvisazione non è un esercizio di libertà, ma un modo di ascoltare: ogni gesto sonoro sembra rispondere a un’immagine, a una parola, a un respiro. Registrato in appena due giorni al Duper Studio di Bergen, ''Spring flood'' ha la freschezza dei lavori nati nell’urgenza condivisa.

Non c’è nulla di sovraccarico, nulla di levigato fino a perdere vita: si percepisce la presenza dei musicisti nella stanza, la vibrazione dei legni, il metallo che risponde, la voce che attraversa l’ensemble come un filo d’acqua.

La forza del progetto sta nella sua capacità di generare immagini senza mai imporle. Ogni brano è una scena che si apre e si richiude, un frammento di narrazione che non pretende di essere compreso ma vissuto.

La poesia non è nei testi, ma nel modo in cui la musica si muove: fluida, organica, imprevedibile ma sempre coerente con la propria natura. ''Spring flood'' è un’opera che scorre, che cresce, che trasporta. Un disco che non cerca di impressionare ma di trasformare, che non punta alla perfezione ma alla verità del momento condiviso.

È una testimonianza di cosa può accadere quando una voce visionaria incontra un ensemble capace di ascoltare profondamente. E di rispondere con la stessa intensità. (Andrea Rossi)