SOPR4TONICA "4"
(2026 )
l debutto dei Sopr4tonica è uno di quei dischi che non cercano di piacere: cercano di colpire.
''4'' è un manifesto di identità più che una semplice raccolta di brani, un lavoro che mette subito in chiaro la natura del progetto nato nell’estate del 2024 dall’incontro di quattro musicisti che condividono un passato comune e una visione precisa.
La band romana non si presenta con timidezza: entra in scena con otto tracce che hanno il passo di qualcosa già maturo, già consapevole del proprio peso. La penna di Gianmarco Casentini e Andrea D’Annibale costruisce un linguaggio che non cerca scorciatoie.
Le strutture sono asciutte, dirette, spesso tagliate con la stessa logica di un rock che non vuole essere decorato. C’è una ruvidità che non è mancanza di rifinitura, ma scelta estetica: i brani sembrano scolpiti più che prodotti, come se ogni sezione fosse stata limata fino a lasciare solo ciò che serve davvero.
Il basso di Casentini è un motore scuro, compatto, che non si limita a sostenere ma spinge, incide, crea traiettorie. Le chitarre di D’Annibale oscillano tra riff abrasivi e aperture più melodiche, sempre con quella tensione che rimane sotto pelle.
La batteria di Andrea Marchetti è fisica, presente, costruita per dare corpo e impatto, non per abbellire. È un suono che vive di terra, non di superficie. Il vero punto di svolta, però, è Mafalda Belli. La sua voce graffiata non è un semplice timbro: è una postura emotiva.
Porta nel disco una matrice post‑grunge che diventa immediatamente la chiave di lettura dell’intero progetto. Non c’è compiacimento, non c’è ricerca di pulizia: c’è una sincerità ruvida che trasforma ogni parola in un gesto.
Le fragilità, la resistenza, gli stati emotivi complessi che la band vuole raccontare passano attraverso una voce che non interpreta, ma vive. ''4'' è un album che lavora sull’impatto. Non cerca la varietà come esercizio di stile, ma come conseguenza naturale della fusione di esperienze diverse.
Ogni brano è un piccolo campo di forze: tensione e rilascio, rabbia e vulnerabilità, compattezza e scarti improvvisi. La band suona come un organismo unico, e questo è forse il tratto più sorprendente per un debutto.
La produzione non interviene per smussare: lascia respirare la materia grezza, la fisicità degli strumenti, la voce che graffia e si apre. È un disco che suona “vero”, nel senso più concreto del termine.
''4'' è un esordio che non si limita a presentare una band: la definisce. I Sopr4tonica entrano nel panorama rock con un lavoro che ha il coraggio di essere diretto, ruvido, emotivamente esposto.
Otto brani che non cercano la perfezione, ma la verità del momento, dell’impatto, della ferita che diventa suono. È un album che promette un percorso, e lo fa con una voce e un’identità già riconoscibili. (Andrea Rossi)