recensioni dischi
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BLUE TOWN  "Welcome to Blue Town"
   (2026 )

Questo eclettico album arriva da Trani, in Puglia.

“Welcome to Blue Town”, dove il termine ''blue'' prende due direzioni: una verso il colore del mare e, l’altra verso la città che a volte risulta triste.

Otto tracce molto melodiche e interessanti permettono un ascolto diretto. Il quartetto è formato da Michele Amoruso, voce chitarra e tastiere, Vittorio Monticelli, anche lui voce e basso, Francesco Porro, chitarra, e Lorenzo Coratella, batteria e percussioni.

I musicisti tracciano un percorso fatto di arrangiamenti semplici ma di grande impatto, utilizzando effetti per le sei corde che creano sonorità molto particolari. Il loro stile tocca diversi generi, senza però ricopiarne nessuno. L’identità è propria.

Per i testi si passa dall’italiano all’inglese, facendo in modo, anche in questo caso, di non rinchiudere i messaggi degli stessi in un solo idioma.

Pregevole il brano “L'Esprit De L'Escalier”, che tira in ballo quella sgradevole sensazione di non trovare mai le parole giuste, nel momento in cui andrebbero usate o quando non si fanno quelle azioni opportune nella vita di tutti i giorni. Di fatti, come dice Amoruso “…forse sono solo stanco e non mi va di elaborare in fretta…”.

Altro brano interessante è “Seamus, 1996”, brano che probabilmente rappresenta in toto il timbro musicale dei “Blue Town”; anche se in questo caso le ritmiche vanno fuori dagli schemi classici, assomigliando più al prog. Il brano varia, diventando diverso man mano che lo si ascolta, arrivando quasi a essere una concept song.

Ci sono tanti altri elementi e motivi per i quali ascoltare e consigliare questo disco di ottima musica: forse pugliese, forse italiana o probabilmente internazionale. (Andrea Allegra)