recensioni dischi
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MANIAC MAISON  "Maniac Maison マニアックメゾン"
   (2026 )

I Maniac Maison sono un trio di stanza a Bruxelles formato da Casimir Liberski (piano), Lucien Fraipont (voce, chitarra, basso e sintetizzatori) e Shoko Igarashi (voce, sax e flauto).

Il progetto è nato ufficialmente nel periodo pandemico e approda finalmente al debutto discografico con un album omonimo che accoglie riferimenti artistici e culturali e influenze musicali anche molto lontane fra loro, condensando il tutto in dieci brani per una durata di poco inferiore ai tre quarti d’ora.

Tra le principali ispirazioni del trio ci sono la Yellow Magic Orchestra, pionieri dell’elettronica in Giappone, e i Telex, band synth pop belga, ma anche la musica retrò dei videogiochi nipponici e addirittura Mozart, passando per forme molto libere di jazz rock.

Tutto questo coesiste all’interno di un sound che rischiava seriamente di somigliare troppo a un esercizio di stile o, peggio, a un calderone informe, ma che invece appare coeso e organico, pur nella sua genuina libertà.

“Je travaille sur ma musique” è uno degli episodi più belli e rappresentativi di “Maniac Maison”, con la vicinanza alle ambientazioni dei Telex e la citazione mozartiana nel finale, insieme al funky di “Death Companions”, ma le sensazioni sono positive anche quando i ritmi rallentano (“Winter Memories”).

Quello dei Maniac Maison è un debutto molto interessante, in grado di svelare un gusto autentico e già molto personale, ma anche tante ottime intuizioni in termini compositivi. (Piergiuseppe Lippolis)