DEAF CENTER "Through time"
(2026 )
Nel loro nuovo LP, Through Time, il loro quarto disco in studio (pubblicato da Sonic Pieces) e il primo dai tempi di Low Distance, pubblicato nel 2019, il duo Deaf Center riesce a costruire quello che è probabilmente il sound più originale e immersivo della loro carriera finora, un universo fatto di atmosfere rarefatte e oniriche dove è avvincente ed emozionante perdersi.
Rispetto al suo predecessore, Through Time è un passo avanti coerente e ambizioso nel percorso che il gruppo ha scelto di imboccare finora: un'elettronica new age, dalle sfumature ambient sinuose e totalizzanti, si incrocia con richiami alla classica da una parte e all'avanguardia dall'altra, caratteristica che condividono quasi tutti i lavori del duo. Qui l'aspetto ambient è ancor più predominante: i pattern spezzati e levigati delle melodie e dei ritmi del pianoforte di Otto A. Totland si avvinghiano magnificamente nelle tracce sonore che crea Erik K. Skodvin, panorami che sono a volte accoglienti, altre volte più grigi e sinistri, splendidamente costruiti e lavorati dai due, che sono in grado di trasportare l'ascoltatore verso lidi lontani e sognanti.
I ritmi elettronici e fluttuanti si aggrappano alle profonde e intriganti note che gli archi producono, mentre il pianoforte si insinua e si immerge in queste curve melliflue, talvolta seguendole, talvolta dando lui il tempo e la direzione. "Through Time", che dà il titolo al disco, divisa in due parti, è una suite eterea e romantica dove le note di piano esaltano il paesaggio sonoro creato dagli archi e dai synth: è un brano a tutti gli effetti ambient che deve molto al mondo dei Cluster e che, risalendo, arriva fino al padre di questo universo, Brian Eno in persona. Dolce e vellutata è "An Existing Place", breve e incisiva nel suo svelarsi lentamente all'ascoltatore grazie agli arpeggi ipnotici di pianoforte e alla profondità vibrazionale e magmatica degli archi, il tutto arricchito da un immaginifico tappeto di synth appena accennati. Nella meravigliosa "Further", stratificata e magniloquente nei suoi 12 minuti abbondanti di durata, a impreziosire le altalene cristalline di note e di flash musicali creati da Totland e Skodvin c'è Simon Goff al violino e alla viola, il cui contributo rende ancor più ipnotico e multisensoriale il viaggio nel quale il pezzo ci accompagna.
Through Time è un'avventura sonora ambiziosa e potente che incrocia su più livelli, stratificata e immersiva com'è, ambient e classica, minimalismo e avanguardia, portando a un livello qualitativo ancor più elevato la scrittura e la performance dei Deaf Center, che con questo album firmano un capitolo estremamente convincente della loro carriera, in piena continuità con il percorso affascinante e intricato che li ha portati fin qui. (Samuele Conficoni)