DANIEL BENYAMIN "Life after music"
(2026 )
Ci sono progetti che vanno al di là di una semplice uscita discografica ma ambiscono, oltremodo, a dare suggerimenti di spessore per prendere coscienza di dinamiche odierne che, in qualche modo, stanno brutalizzando l’arte, come I.A., schiavismo da streaming e playlist, sovraccarico tecnologico e via…piangendo.
Ma, per fuggire da questi attacchi, Daniel Benyamin, fondatore, cantante e batterista dei Sea+Air e Jumbo Jet, si isola da tutte queste trappole, rifuggiandosi tra la Natura, per trovare una migliore ispirazione per portare a termine il sontuoso album solista “Life after music”, composto da ben 22 brani in doppio vinile.
Scorre giustamente molta critica sociale tra gli spartiti ma, al contempo, l'artista si ritaglia angoli di narrazione personale, lasciando ampi angoli alla riflessione.
L’abbondante opera si nutre di una caratterialità multitasking: si va dalla suggestiva titletrack al racconto pop-wave di “Closer”, incrociando il bivio semi-country di “The Truth about lying”, la snella andatura di “Okay is not enough” o la raffinata pop-ballad “Should I care” in odore di Coldplay.
La pigra “Holding hands” è un altro bel tratto somatico che espone Daniel con evidente fantasia. Insomma, ci sono i mezzi per rifugiare dal rumore, dal caos, dalla frenesia e dalla sovrastimolazione digitale, che poi è il nocciolo della questione che pervade l’opera però, attenzione! L’invito del Nostro è anche quello di rivalutare alla grande il silenzio, gli spazi vitali, i bei gesti umani che contano.
Ma è fin troppo evidente che la posizione di Daniel non è quella del professorino che vuole inculcare le sue idee ma, semmai, si limita ad esporre quelle poche ma vitali domande che possano dar forza ad un risveglio collettivo.
Ha molto a cuore l’inquinamento che regna nell’arte di oggi e, a tal proposito, prende un’iniziativa lodevole, ossia quella di incoraggiare i nuovi artisti con un piccolo reddito di partenza ed esortarli a comporre senza pressioni e condizionamenti, per salvaguardare il cuore ed il segreto dell’arte vera: la libertà creativa.
Lasciatemelo dire: Daniel Benyamin è un eroe dei nostri tempi. What else? (Max Casali)