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DUO YNARSI  "Nocturni"
   (2026 )

Il progetto discografico ''Nocturni'' del Duo Ynarsi si presenta come un’esperienza d’ascolto tanto audace quanto raffinata, capace di rimettere in discussione consuetudini interpretative profondamente radicate.

Carlo Enrico Sandrini al clarinetto e Andrea Gallo alla chitarra affrontano un repertorio nato per il pianoforte con una consapevolezza che va ben oltre la semplice trascrizione: ciò che emerge è una vera e propria riscrittura sonora, fondata su una ricerca timbrica ed espressiva che restituisce nuova linfa a pagine celeberrime.

Fin dalle prime battute si percepisce come il cuore del progetto risieda nella tensione tra i due strumenti, una tensione che non viene mai risolta in favore di un equilibrio convenzionale, ma anzi valorizzata come motore creativo.

I limiti “naturali” della chitarra — la sua proiezione contenuta, la rapida estinzione del suono — diventano qui occasione per costruire uno spazio sonoro fatto di sospensioni, di attese, di silenzi significativi. In questo contesto, il clarinetto non assume un ruolo dominante, ma dialoga con la chitarra in una dimensione quasi cameristica dell’anima, dove ogni intervento è calibrato e necessario.

Particolarmente efficace è il modo in cui i due interpreti sfruttano la diversità dei transitori sonori: l’attacco netto ma malleabile del clarinetto si intreccia con la delicatezza percussiva della chitarra, generando un fraseggio che si avvicina al parlato, quasi a suggerire una narrazione intima e confidenziale.

Ne deriva un linguaggio espressivo che privilegia la chiarezza del gesto più che la monumentalità, invitando l’ascoltatore a un ascolto raccolto, quasi meditativo.

Le scelte di repertorio si rivelano particolarmente felici. I due ''Studi op. 10'' di Chopin, composti da un autore giovanissimo, vengono riletti con un’inaspettata maturità: la virtuosità originaria si trasforma in un gioco di trasparenze e tensioni interne, dove la linea melodica acquista una nuova centralità.

Analogamente, i ''Preludi'' di Scrjabin, ancora lontani dagli ardimenti visionari dell’ultima produzione, trovano in questa veste una dimensione sospesa, quasi onirica, che anticipa — più che dichiarare — le future evoluzioni del compositore.

Nel caso degli ''Intermezzi op. 116'' di Brahms, il Duo Ynarsi raggiunge uno dei vertici interpretativi del disco. Qui la scrittura brahmsiana, già intrisa di malinconia e introspezione, viene ulteriormente rarefatta, fino a evocare un paesaggio crepuscolare dove ogni suono sembra emergere dal silenzio per poi tornarvi.

È un Brahms profondamente umano, spogliato di ogni patina retorica, capace di parlare direttamente al cuore. La selezione dei ''Pezzi Lirici'' di Grieg introduce invece un elemento di varietà emotiva, attraversando diverse fasi della vita del compositore.

Dall’energia giovanile di ''Aus jungen Tagen op. 65'' alla cantabilità intensamente lirica del ''Notturno op. 54'', il Duo riesce a mantenere una coerenza stilistica pur nella diversità dei materiali, offrendo una lettura che privilegia sempre la dimensione affettiva del discorso musicale.

Infine, le pagine tratte dalle ''Stagioni op. 37'' di Čajkovskij rappresentano un momento di luminosa apertura. Qui la musica sembra distendersi in un canto naturale, quasi spontaneo, che il clarinetto rende con morbidezza e la chitarra sostiene con discreta eleganza.

È un episodio che chiude idealmente il percorso del disco con una sensazione di leggerezza, senza mai scadere nella superficialità.

In conclusione, ''Nocturni'' è un lavoro che si distingue per coraggio e coerenza artistica. Il Duo Ynarsi non si limita a reinterpretare, ma rilegge e trasfigura, offrendo all’ascoltatore una nuova prospettiva su repertori ben noti. Un disco che richiede attenzione e disponibilità all’ascolto profondo, ma che ripaga con una ricchezza espressiva rara e autentica. (Andrea Rossi)