recensioni dischi
   torna all'elenco


ART ENSEMBLE OF CHICAGO  "People in sorrow"
   (2026 )

A più di mezzo secolo dalla sua registrazione, ''People in Sorrow'' continua a rappresentare una delle vette più alte e radicali della musica improvvisata afroamericana.

Inciso nel 1969 a Boulogne per la francese Pathé-Marconi dall'Art Ensemble of Chicago nella formazione composta da Lester Bowie, Joseph Jarman, Roscoe Mitchell e Malachi Favors Maghostut, questo lavoro torna finalmente disponibile grazie alla meritoria ristampa pubblicata nel maggio 2026 dall'etichetta berlinese Play Loud! Productions in vinile e CD, arricchita dalle approfondite note di copertina del giornalista musicale Chris Morris.

Più che un album, ''People in Sorrow'' è un'esperienza sonora. L'unica, lunga performance che occupa l'intera durata del disco sfugge alle categorie tradizionali del jazz e della composizione improvvisata, sviluppandosi come un racconto collettivo in costante trasformazione.

L'Art Ensemble si muove con una libertà straordinaria, alternando episodi di rarefatta contemplazione a improvvise esplosioni timbriche, nel quadro di una narrazione musicale che conserva ancora oggi una forza emotiva e una modernità sorprendenti.

Ciò che colpisce maggiormente è l'uso magistrale dello spazio. Ogni suono sembra collocato con precisione quasi rituale all'interno del tessuto sonoro: silenzi, sospensioni e microscopici eventi acustici assumono un'importanza pari a quella delle sezioni più dense.

Bowie, Jarman e Mitchell impiegano un arsenale di strumenti convenzionali e non convenzionali, mentre il contrabbasso di Favors fornisce un centro di gravità mobile ma costante. L'insieme genera un paesaggio sonoro di straordinaria ricchezza, capace di evocare tensione, malinconia, mistero, spiritualità e un senso di profonda comunione collettiva.

Non si tratta di un ascolto immediato. Per molti appassionati può risultare più semplice accostarsi all'energia travolgente del jazz d'avanguardia della metà degli anni Sessanta, con i suoi tenori incandescenti e la sua forza espressiva più diretta. ''People in Sorrow'' richiede invece pazienza, attenzione e disponibilità all'ascolto profondo.

È una musica che procede per allusioni e graduali metamorfosi, chiedendo all'ascoltatore di abbandonare aspettative convenzionali riguardo a melodia, ritmo e forma. Ma lo sforzo è ampiamente ripagato. Una volta entrati nella sua logica interna, il disco rivela una complessità e una coerenza straordinarie.

Le dinamiche sono gestite con una sensibilità quasi orchestrale, mentre la varietà emotiva che emerge dalla performance sorprende ancora per intensità e profondità. Pochi documenti dell'epoca riescono a trasmettere con altrettanta efficacia il senso di ricerca, di ascolto reciproco e di invenzione collettiva che animava l'Art Ensemble nei suoi anni formativi.

La ristampa di Play Loud! Productions restituisce quindi una registrazione fondamentale, non soltanto per comprendere l'evoluzione dell'Art Ensemble of Chicago, ma anche per cogliere uno dei momenti decisivi nella storia della musica improvvisata del Novecento. A distanza di cinquantasette anni, ''People in Sorrow'' conserva intatta la sua capacità di interrogare, commuovere e sorprendere. Non è un disco per tutti, ma è certamente un disco che tutti gli ascoltatori curiosi dovrebbero almeno una volta affrontare. Perché nelle sue pieghe si nasconde una delle più affascinanti avventure sonore mai documentate su disco. (Andrea Rossi)