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ANER ANDROS  "The chakra symphony"
   (2026 )

Più che una raccolta di composizioni, ''The Chakra Symphony'', ultima creazione di Aner Andros, nome artistico di Andrea Romanazzo, si configura come un percorso esperienziale in cui musica, ricerca interiore e indagine percettiva convergono in una forma sonora ampia, meditativa e profondamente immersiva.

Il percorso artistico di Romanazzo, maturato attraverso gli studi al Conservatorio Santa Cecilia di Roma con i diplomi in contrabbasso classico e jazz, seguiti da un Master in Jazz, emerge con chiarezza in ogni dettaglio dell'album. Tuttavia, ciò che colpisce maggiormente non è il rigore accademico, bensì la capacità di trascendere i confini stilistici per costruire un linguaggio personale che dialoga contemporaneamente con la musica contemporanea, la world music, il sound healing e l'improvvisazione.

Nato come opera corale, ''The Chakra Symphony'' trova la propria forza nell'incontro di sensibilità artistiche differenti. Accanto alla visione compositiva di Aner Andros, che firma concept, arrangiamenti e gran parte della ricerca timbrica, si muove un ensemble affiatato e raffinato: il pianoforte e la voce di Gaia Possenti, le chitarre e la vocalità di Jacopo Barbato, l'arpa sinfonica di Chiara Santoro e la voce solista di Marina De Sanctis contribuiscono a una tessitura sonora ricca di sfumature, nella quale ogni intervento assume un preciso valore evocativo.

L'elemento più affascinante dell'opera è probabilmente la sua dimensione timbrica. Gong, campane, percussioni rituali, didgeridoo, sintetizzatori e vocalità ancestrali non vengono utilizzati come semplici elementi decorativi o "spirituali", ma entrano in dialogo con gli strumenti tradizionali dando vita a paesaggi sonori organici e coerenti. Il risultato è un flusso musicale che evita tanto il rischio dell'accademismo quanto quello della new age più convenzionale, mantenendo un equilibrio raro tra profondità concettuale e immediatezza percettiva.

L'ascolto si sviluppa come un progressivo abbandono del tempo ordinario. Le composizioni sembrano privilegiare la trasformazione lenta, la risonanza e il dettaglio armonico piuttosto che la forma narrativa tradizionale. In questo senso il disco invita a una fruizione diversa da quella abituale: non cerca l'attenzione attraverso il contrasto o la spettacolarità, ma attraverso l'ascolto profondo e la presenza.

Ogni sezione dell'opera appare concepita come una tappa di un itinerario energetico e simbolico che richiama il sistema dei chakra senza mai cadere nella didascalia. La componente spirituale, infatti, non viene imposta all'ascoltatore ma suggerita attraverso la qualità delle atmosfere, delle frequenze e delle dinamiche sonore. È una spiritualità musicale vissuta come esperienza sensoriale prima ancora che come concetto.

In questo risiede forse il maggior pregio di ''The Chakra Symphony'': la capacità di funzionare contemporaneamente su più livelli. Può essere ascoltato come un'opera di ricerca sonora, come una composizione corale contemporanea, come colonna sonora per pratiche meditative, yoga e percorsi di consapevolezza, oppure semplicemente come un luogo acustico in cui sostare e lasciarsi avvolgere.

Con ''The Chakra Symphony'', Aner Andros conferma una visione artistica originale e coerente, costruita sul dialogo tra competenza musicale, sensibilità spirituale e sperimentazione timbrica. Un lavoro coraggioso e raffinato che non rincorre le mode, ma propone un'esperienza d'ascolto autentica, capace di trasformare il suono in spazio, il tempo in contemplazione e la musica in strumento di esplorazione interiore.

In un panorama spesso dominato dalla velocità e dalla frammentazione, questo album rappresenta un raro invito alla profondità. (Andrea Rossi)