RYNSKY "Ignazio Albertini sonatinae XII violino solo"
(2026 )
Con questa incisione integrale delle ''Sonatinae XII Violino Solo'' eseguite dal pluripremiato Ensemble Rýnský, il compositore Ignazio Albertini esce finalmente dalla penombra della storia per rioccupare il posto che gli spetta tra le personalità più originali del primo Barocco europeo.
Il valore della pubblicazione trascende infatti il semplice interesse discografico: siamo di fronte a una vera e propria restituzione storica, che per la prima volta consente di ascoltare nella sua completezza l'unico corpus superstite di un autore rimasto a lungo avvolto nel mistero.
Particolarmente significativo è il recupero della Sonata VI e della Sonata IX, presentate qui in questa forma per la prima volta, elemento che conferisce all'incisione un'importanza documentaria di prim'ordine.
Albertini rappresenta uno dei casi più affascinanti della musica seicentesca. Morto prematuramente nel 1685, a soli quarantuno anni, lasciò un catalogo oggi quasi interamente disperso. La raccolta pubblicata postuma nel 1692 costituisce dunque una testimonianza preziosa e irripetibile, capace di rivelare una voce compositiva dalla spiccata individualità.
L'ascolto delle dodici sonate mostra infatti una scrittura che sfugge alle categorie più consuete, collocandosi in un territorio di confine dove l'eloquenza melodica italiana incontra la severità costruttiva della tradizione centroeuropea.
Ciò che colpisce maggiormente è la concezione della sonata come discorso continuo: non una successione di episodi giustapposti, ma un flusso retorico in costante trasformazione, animato da tensioni interne che mantengono viva l'attenzione dell'ascoltatore.
Le passacaglie si intrecciano a raffinati procedimenti canonici, mentre un cromatismo sorprendentemente audace conferisce alla musica una dimensione espressiva moderna e inquieta. Albertini sembra anticipare sviluppi che troveranno piena maturazione solo nelle generazioni successive, dimostrando una libertà inventiva davvero notevole per il suo tempo.
L'esecuzione valorizza con intelligenza questa complessità stilistica, evidenziando tanto la ricchezza contrappuntistica quanto la forza narrativa delle singole sonate. Ne emerge un ritratto vivido di un compositore che non può più essere considerato una semplice curiosità per specialisti, ma una figura centrale per comprendere la varietà e la profondità del linguaggio violinistico europeo alla fine del XVII secolo.
Questo disco si impone quindi come una pubblicazione imprescindibile: non solo un'eccellente registrazione, grazie alla bravura dell'Ensemble Rýnský, ma un autentico evento musicologico che restituisce voce a un protagonista dimenticato del Barocco.
Ascoltarlo significa assistere alla rinascita di un patrimonio rimasto per secoli incompleto, riscoprendo in Albertini un autore di straordinaria fantasia, capace ancora oggi di sorprendere per freschezza inventiva, rigore formale e intensità espressiva. (Andrea Rossi)