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INGEBRIGT HAKER FLATEN (EXIT) KNARR  "Fly"
   (2026 )

Se lo studio è il laboratorio in cui Ingebrigt Håker Flaten disegna le sue mappe sonore, il palco è il luogo in cui quelle stesse mappe prendono fuoco.

A conclusione del monumentale tour per ''Drops'' – capolavoro in studio del 2025 – la superband (Exit) Knarr (ovvero Amalie Dahl, Karl Hjalmar Nyberg, Marta Warelis, Olaf Olsen e, ovviamente, lo stesso Ingebrigt Håker Flaten) è tornata a Oslo, al Victoria Nasjonal Jazzscene, a conclusione di un tour di sette date, per celebrare un rito di pura catarsi collettiva.

Il risultato è ''Fly'' (uscito per Sauajazz Records), un imponente album dal vivo che non si limita a registrare un concerto, ma fissa su traccia l'evoluzione biologica della musica stessa.

''Fly'' rappresenta il vertice espressivo di un ensemble leggendario. La scaletta scardina e ricompone il passato: i brani estratti da ''Drops'' e ''Breezy'' perdono i confini originali, vecchie cellule compositive mutano in strutture inedite, solide e monumentali.

Gli (Exit) Knarr sono evidentemente qualcosa di più della semplice somma delle loro parti. Dahl e Warelis rappresentano due delle voci più promettenti, consapevoli e audaci della scena europea della free music, Horne conferisce una sonorità spigolosa e tagliente, Nyberg completa con intelligenza la sezione dei fiati guidata da Dahl, e Olsen consolida la sezione ritmica – energica e propulsiva – di Håker Flaten.

L'esecuzione unisce una scrittura sofisticata a fiammate di improvvisazione selvaggia: l'energia catturata tra le mura del Victoria è impressionante, ed il mixaggio restituisce la tridimensionalità del live, mettendo in risalto la spinta tellurica del leader al contrabbasso e la monumentale intesa tra i musicisti.

Da notare che il brano ''Austian Birds'' è una rielaborazione di ''Austin Vibes'' (tratto da ''Drops''), ed include registrazioni ambientali effettuate da Håker Flaten dalla veranda della sua vecchia casa ad Austin.

''Fly'' è un disco sofisticato, potente e felicemente fuori di testa. Dimostra come la musica d'avanguardia possa essere viscerale e priva di accademismi. Non è una semplice celebrazione, ma un nuovo, straordinario punto di partenza per una delle band più formidabili della scena contemporanea. (Andrea Rossi)