ROED QUARTET "Red nose hymn"
(2026 )
''Red Nose Hymn'' segna un debutto che ha il sapore delle cose mature, di quei progetti nati da un'occasione speciale ma destinati a lasciare una traccia ben più duratura.
Nato da una commissione del Tedansfestival 2024 e pubblicato dalla sempre attenta Sauajazz, il primo lavoro del Røed Quartet si inserisce nel solco del jazz moderno nordico con una personalità già definita, capace di guardare all'estetica dell'epoca d'oro degli anni Sessanta senza trasformarla in esercizio nostalgico.
Guidato dal sassofonista norvegese Aksel Røed, il quartetto trova il proprio punto di forza in un equilibrio raro tra scrittura e spontaneità. Le composizioni originali evocano il linguaggio del post-bop classico, ma vengono filtrate attraverso una sensibilità contemporanea che privilegia il dialogo collettivo e la ricerca timbrica. È un jazz che conosce la tradizione, la rispetta profondamente, ma non si accontenta di replicarla.
L'intesa tra i musicisti appare sorprendente per un esordio discografico. La tromba e il flicorno di Lyder Røed aggiungono una dimensione lirica e cantabile che si intreccia con il fraseggio più incisivo del sassofono di Aksel, creando un continuo gioco di richiami e contrasti. Le melodie respirano, si espandono, si rincorrono in arrangiamenti che lasciano spazio all'improvvisazione senza mai perdere di vista la narrazione complessiva.
A sostenere il tutto c'è una sezione ritmica di altissimo livello. Cornelia Nilsson, ormai tra le batteriste più interessanti della scena scandinava, imprime energia e movimento con una sensibilità dinamica notevole: il suo drumming sa essere propulsivo senza diventare invadente, dettagliato senza perdere naturalezza. Al suo fianco, il contrabbasso di Ola Høyer garantisce profondità e solidità, fungendo da asse portante su cui l'intero quartetto costruisce un interplay vivo e pulsante.
L'aspetto più convincente di ''Red Nose Hymn'' è forse proprio questa capacità di suonare come una vera band. Non emerge mai la sensazione di una somma di individualità eccellenti: ogni intervento sembra nascere dall'ascolto reciproco, dalla volontà di costruire un discorso comune. Nei momenti più energici il gruppo sprigiona una forza contagiosa, mentre nelle pagine più raccolte lascia emergere una vena poetica che arricchisce ulteriormente il quadro.
Con questo album il Røed Quartet dimostra che la tradizione jazzistica degli anni Sessanta può ancora essere una fonte inesauribile di ispirazione quando viene affrontata con idee fresche, sensibilità contemporanea e autentica urgenza espressiva. ''Red Nose Hymn'' è un debutto convincente, elegante e vibrante, che rivela un ensemble già maturo e lascia intuire sviluppi futuri di grande interesse.
Un esordio da ascoltare con attenzione, capace di parlare tanto agli appassionati del jazz classico quanto a chi ricerca nuove voci nella scena europea contemporanea. (Andrea Rossi)