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LUCA FALOMI, ANAIS DRAGO & FAUSTO BECCALOSSI  "¡Gracia!"
   (2026 )

Ci sono album che nascono dall'incontro di musicisti eccellenti e altri che riescono a trasformare quell'incontro in un linguaggio nuovo.

''¡Gracia!'', primo lavoro del trio formato da Luca Falomi, Anaïs Drago e Fausto Beccalossi, appartiene decisamente alla seconda categoria. È un disco che sfugge alle etichette, pur mantenendo salde le proprie radici: jazz, musica colta europea, tradizioni popolari mediterranee e sensibilità contemporanea convivono in un equilibrio raro, naturale e profondamente convincente.

La forza del progetto risiede anzitutto nella personalità dei tre interpreti. Provenienti da percorsi differenti, Falomi, Drago e Beccalossi non cercano una sintesi artificiale dei rispettivi mondi musicali; piuttosto costruiscono uno spazio comune in cui le diverse esperienze si alimentano reciprocamente.

La chitarra di Falomi, elegante e aperta a linguaggi moderni, dialoga con il violino visionario e ricco di sfumature timbriche di Anaïs Drago e con la fisarmonica di Beccalossi, capace di muoversi con straordinaria naturalezza tra lirismo, improvvisazione e ricerca armonica.

Le undici tracce dell'album si sviluppano come capitoli di un unico racconto sonoro. In ogni composizione emergono riferimenti molteplici: il rigore del contrappunto barocco si intreccia a tensioni melodiche di matrice novecentesca, mentre l'improvvisazione jazzistica convive con echi popolari che affiorano senza mai diventare citazione didascalica.

Il risultato è una musica in costante movimento, dove le linee melodiche si rincorrono, si specchiano e si trasformano, generando una trama ricca ma sempre limpida all'ascolto. Particolarmente significativo è il rapporto con l'universo poetico di Federico García Lorca, evocato attraverso due omaggi che rappresentano il cuore simbolico del progetto.

''La Tarara'', celebre composizione del poeta andaluso ispirata alla tradizione popolare, viene riletta con libertà e sensibilità contemporanea, lontano da qualsiasi intento filologico. Allo stesso modo, la citazione dedicata a Manuel de Falla, grande amico di Lorca, si inserisce nel disco come una presenza evocativa, una risonanza culturale che attraversa l'intero lavoro più che un semplice riferimento storico.

La Spagna immaginata dal trio non è un luogo geografico preciso, ma un orizzonte poetico fatto di memoria, colore e suggestione. Dal punto di vista sonoro, ''¡Gracia!'' beneficia in modo determinante del lavoro di Stefano Amerio, che ne ha curato registrazione, produzione e missaggio con la consueta maestria.

Ogni strumento trova il proprio spazio, valorizzando la ricchezza dei timbri e l'estrema dinamica delle esecuzioni. L'ascolto restituisce una sensazione di prossimità e respiro, quasi si fosse al centro del dialogo tra i tre musicisti.

Il titolo del disco diventa allora la chiave per comprenderne l'essenza. ''¡Gracia!'' non è soltanto eleganza o leggerezza: è la capacità di far convivere complessità e immediatezza, scrittura e spontaneità, tradizione e invenzione.

Le melodie scorrono come una catena ininterrotta di immagini sonore, formando un mosaico che si rinnova continuamente senza perdere coerenza. Con ''¡Gracia!'', Falomi, Drago e Beccalossi firmano un debutto di grande maturità artistica: un lavoro raffinato ma mai intellettualistico, ricco di contenuti eppure accessibile, capace di parlare tanto agli appassionati di jazz quanto agli amanti della musica d'autore e della contemporanea.

Un album che trova la propria identità proprio nel dialogo tra le differenze e che, per questo, si distingue come una delle proposte più originali del panorama musicale attuale. (Andrea Rossi)