TUJIKO NORIKO "Pon"
(2026 )
Con ''Pon'', sesto album pubblicato da Tujiko Noriko per Editions Mego, l'artista giapponese aggiunge un nuovo e prezioso tassello a una discografia che da oltre vent'anni continua a sfuggire a qualsiasi classificazione definitiva.
È un lavoro che nasce da una ferita intima, dedicato al gatto Pon, adottato quando era ancora cucciolo, nato sordo e tragicamente scomparso in seguito a un incidente. Ma la dimensione autobiografica non si traduce mai in un racconto esplicito: Noriko preferisce sublimare il dolore in una materia sonora delicata, sospesa tra memoria, immaginazione e sogno.
Fin dai primi minuti, ''Pon'' si presenta come un album profondamente emotivo, ma refrattario a ogni forma di sentimentalismo. La sua forza risiede proprio nella capacità di evocare sensazioni complesse attraverso strumenti apparentemente semplici: elettronica soffusa, frammenti melodici appena accennati, registrazioni ambientali e una voce che continua a rappresentare uno degli elementi più riconoscibili e affascinanti del suo linguaggio artistico.
Come già accadeva nel magnifico ''Crépuscule'' del 2023, anche qui Noriko lavora su una scala ampia, costruendo paesaggi sonori che richiedono immersione e attenzione, premiando l'ascoltatore con una ricchezza di dettagli che emerge progressivamente.
L'atmosfera giapponese che attraversa l'intero disco non è mai folkloristica né programmatica. È piuttosto una qualità impalpabile, una sensibilità che si manifesta nel rapporto con il silenzio, nella cura dei vuoti e nella capacità di trasformare piccoli eventi sonori in elementi narrativi.
I field recordings si inseriscono con naturalezza nel tessuto musicale, contribuendo a creare una dimensione quasi tattile, dove ogni suono sembra conservare una traccia di vita vissuta. Uno degli aspetti più sorprendenti di ''Pon'' è il continuo equilibrio tra innocenza e inquietudine.
Noriko si muove con estrema naturalezza tra registri contrastanti: momenti che evocano una tenerezza infantile vengono improvvisamente attraversati da ombre, dissonanze o presenze enigmatiche. In ''Boku Wa Obaka'', ad esempio, voci inattese emergono dal tessuto elettronico come apparizioni fugaci, introducendo un sottile senso di spaesamento che arricchisce la composizione senza mai comprometterne la delicatezza.
Il vertice dell'album è probabilmente rappresentato da ''Knife of Yonder'', straordinaria suite di dieci minuti che riassume molte delle qualità dell'opera. Il brano prende avvio come una deriva ambient calda e contemplativa, con evidenti affinità spirituali con la lezione di Brian Eno, per poi espandersi progressivamente verso una sezione centrale attraversata da una sorprendente energia dinamica.
Ma quando sembra aver raggiunto il proprio punto d'approdo, la composizione devia ancora una volta, approdando a territori inattesi, dove affiorano suggestioni quasi blues che conferiscono al pezzo una profondità ulteriore e una notevole forza narrativa.
Nel complesso, ''Pon'' è un disco che richiede tempo e disponibilità emotiva, ma che ripaga ampiamente l'ascolto. Tujiko Noriko conferma la propria capacità unica di trasformare l'elettronica in un linguaggio profondamente umano, capace di raccontare il lutto, l'amore e la memoria senza mai ricorrere a formule prevedibili.
Questo è un album di rara sensibilità, in cui astrazione e sentimento convivono in perfetto equilibrio, e che rappresenta una delle espressioni più mature e commoventi della sua produzione recente. Un'opera intensa e sfuggente, che trova nella fragilità la propria forma di bellezza più autentica. (Andrea Rossi)