ASCHEN "The never ending search"
(2026 )
Nato dall'evoluzione di un progetto personale di Mikel Telletxea e consolidato dall'ingresso del bassista Atauzz, ''The Never Ending Search'' rappresenta un debutto sulla lunga distanza che dimostra una sorprendente maturità artistica.
Dopo l'EP omonimo del 2024, gli spagnoli Aschen alzano decisamente l'asticella, consegnando un lavoro che guarda al black metal classico senza rimanerne prigioniero, contaminandolo con sfumature doom, aperture atmosferiche e una sensibilità melodica tutt'altro che scontata.
Fin dalle prime battute emerge la volontà del duo di costruire un'identità precisa. Le chitarre alternano riff taglienti e passaggi più evocativi, mentre la sezione ritmica si muove con efficacia tra blast beat serrati e rallentamenti dal sapore quasi funerario.
Il risultato è un equilibrio riuscito tra violenza e contemplazione, una tensione costante che attraversa l'intero album e ne costituisce la vera forza espressiva. Dal punto di vista sonoro, il contributo del mastering di Toni Lindgren presso i Fascination Street Studios è evidente.
La produzione mantiene intatta la ruvidità necessaria al genere, ma beneficia di una nitidezza che valorizza ogni dettaglio degli arrangiamenti. La stratificazione delle chitarre, il peso del basso e la presenza delle parti vocali convivono in un mix potente e arioso, capace di esaltare tanto gli assalti più feroci quanto i momenti di maggiore respiro atmosferico.
Uno degli aspetti più interessanti di ''The Never Ending Search'' risiede però nella sua dimensione concettuale. Gli Aschen scelgono di affrontare temi quali la frammentazione psicologica, l'alienazione contemporanea e il degrado ambientale, allontanandosi dai cliché spesso associati al black metal.
L'alternanza tra inglese e basco contribuisce inoltre a rafforzare l'identità del progetto, conferendo alle composizioni un carattere personale e radicato culturalmente, senza compromettere l'universalità dei messaggi.
L'album convince soprattutto quando riesce a fondere melodia e aggressività in un'unica soluzione espressiva. Le atmosfere gelide di matrice nordica convivono con aperture emotive che richiamano il doom più malinconico, dando vita a un viaggio sonoro che non si limita a colpire l'ascoltatore con la forza d'urto, ma punta anche a coinvolgerlo sul piano emotivo.
È una ricerca continua, come suggerisce il titolo stesso, in cui ogni brano sembra rappresentare una nuova tappa di un percorso introspettivo e inquieto. Pur trattandosi di un'opera d'esordio, ''The Never Ending Search'' mostra una visione chiara e una notevole coerenza stilistica.
Gli Aschen dimostrano di possedere sia le competenze tecniche sia l'ambizione necessarie per distinguersi in una scena affollata, proponendo un black metal moderno, intenso e ricco di sfumature. Con questo album il duo basco non si limita a presentarsi al pubblico: lancia un segnale forte sulle proprie potenzialità future.
''The Never Ending Search'' è un debutto convincente, oscuro e coinvolgente, capace di soddisfare gli appassionati del black metal più tradizionale così come chi è alla ricerca di interpretazioni contemporanee e personali del genere.
Un esordio solido e ispirato che lascia intravedere margini di crescita ancora notevoli. (Andrea Rossi)