DEUS SABAOTH "Distortion of lies"
(2026 )
Dopo l'esordio di ''Cycle of Death'' nel gennaio 2025, i Deus Sabaoth tornano con ''Distortion of Lies'', un secondo capitolo che conferma la volontà del progetto ucraino di spingersi oltre i confini del melodic black metal più convenzionale.
Se il debutto era una discesa nel ciclo inevitabile della morte e dell'annientamento, questo nuovo lavoro affronta un tema ancora più sottile e insidioso: le menzogne che costruiamo per sopravvivere alla realtà.
Fin dalle prime tracce, ''Distortion of Lies'' si muove lungo un equilibrio delicato tra aggressione e contemplazione. Le chitarre intrecciano melodie malinconiche e gelide, capaci di evocare paesaggi interiori desolati quanto le distese invernali dell'Europa orientale.
Il black metal della band non cerca la brutalità fine a sé stessa, ma la utilizza come linguaggio emotivo per raccontare fratture, dubbi e disillusioni. I riff si susseguono con una fluidità quasi narrativa, sostenuti da una sezione ritmica intensa e da un lavoro atmosferico che aggiunge profondità alle composizioni.
Sul piano lirico, i Deus Sabaoth proseguono l'esplorazione di esistenzialismo, nichilismo e solitudine, temi che diventano il filo conduttore dell'intero album. Le "distorsioni" del titolo non sono soltanto falsità esterne, ma soprattutto le fragili architetture mentali che gli individui erigono per proteggersi dall'assenza di senso, dal dolore e dall'incertezza.
Ogni brano sembra rappresentare una crepa che si allarga progressivamente in queste costruzioni artificiali, fino al loro inevitabile collasso. Ciò che colpisce maggiormente è la maturità compositiva raggiunta in così poco tempo. Pur mantenendo salde le radici nel melodic black metal moderno, il gruppo evita di rifugiarsi nei cliché del genere.
Le melodie non servono soltanto a rendere memorabili i pezzi, ma diventano veicolo di una tensione emotiva costante, in grado di alternare disperazione e una sottile forma di speranza. Perché, nonostante il tono cupo che permea l'intero disco, ''Distortion of Lies'' non è un album esclusivamente nichilista.
Il messaggio finale emerge proprio nella sua conclusione ideale: oltre la notte più lunga esiste un'alba. Non una redenzione facile o consolatoria, ma la possibilità di vedere dissolversi le illusioni e le deformazioni che oscurano la percezione del reale. Quando ogni menzogna cade, resta soltanto ciò che è autentico, per quanto doloroso possa essere.
Con ''Distortion of Lies'', i Deus Sabaoth dimostrano di possedere una visione artistica chiara e un'identità già ben definita. L'album amplia quanto mostrato in ''Cycle of Death'', affinandone il linguaggio e approfondendone le riflessioni. Un lavoro intenso, atmosferico e introspettivo, che riesce a trasformare la sofferenza esistenziale in musica coinvolgente e ricca di sfumature.
Per gli appassionati del melodic black metal moderno, questo disco rappresenta una prova di notevole valore e un ulteriore passo avanti per una formazione che merita attenzione nel panorama underground europeo. (Andrea Rossi)