recensioni dischi
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FLAVIO CUCCHI  "Stefano Mainetti - Tempo altro"
   (2026 )

Ci sono dischi che celebrano una carriera e altri che la raccontano. ''Tempo Altro'' è un perfetto rappresentante della seconda categoria: questa non è una semplice antologia di pagine per chitarra di Stefano Mainetti, ma un itinerario artistico e umano che attraversa quasi cinquant'anni di attività compositiva, restituendone la coerenza profonda attraverso una scrittura sempre riconoscibile per cantabilità, eleganza e forza evocativa.

Il titolo del lavoro assume subito un valore simbolico. Questo "tempo altro" è infatti quello della memoria, della riflessione e dell'ascolto interiore. Mainetti torna idealmente al suo primo strumento, la chitarra, presenza discreta ma costante lungo tutto il suo percorso creativo, e lo fa affidandosi a uno degli interpreti italiani più autorevoli e sensibili, Flavio Cucchi.

La loro collaborazione dà vita a un dialogo artistico autentico, nel quale il chitarrista non si limita a eseguire le partiture, ma ne rivela le pieghe espressive più intime. L'album riunisce quindici brani tra composizioni originali, trascrizioni e rivisitazioni provenienti anche dal vasto repertorio cinematografico del compositore, candidato ai Camille Awards 2026.

L'ascoltatore viene guidato attraverso un universo sonoro in cui convergono differenti geografie musicali: le suggestioni iberiche, la vitalità ritmica latinoamericana e una profonda radice melodica italiana convivono senza mai apparire come elementi decorativi. Tutto viene assimilato e trasformato in una voce personale, capace di raccontare storie senza bisogno delle parole.

Eppure le parole sono all'origine di questo percorso. Il riferimento a Giorgio Caproni, poeta e maestro elementare incontrato negli anni della formazione, non appare casuale. Nella musica di Mainetti si ritrova infatti una qualità narrativa che richiama la migliore tradizione poetica italiana: ogni brano sembra custodire un'immagine, un ricordo, una presenza.

La melodia non cerca l'effetto virtuosistico, ma diventa strumento di racconto, linea emotiva che accompagna l'ascoltatore in paesaggi interiori di grande intensità. Flavio Cucchi affronta questo repertorio con maturità interpretativa e straordinario controllo timbrico. Il suo suono è sempre nitido, ricco di sfumature, capace di passare dalla trasparenza contemplativa ai momenti di maggiore tensione drammatica senza perdere equilibrio.

La sua lettura valorizza soprattutto il carattere lirico della scrittura di Mainetti, evidenziandone la naturale predisposizione al canto e alla costruzione di atmosfere. Particolarmente significativo è il ruolo di ''Rendering Revolution'', episodio presentato qui nella versione per cinque chitarre.

Il brano rappresenta una sorta di punto d'arrivo del percorso discografico: una pagina di ampio respiro nella quale la dimensione cameristica amplia la tavolozza sonora e conferma la capacità del compositore di coniugare immediatezza comunicativa e raffinatezza architettonica.

''Tempo Altro'' è dunque molto più di una raccolta retrospettiva. È il ritratto di un compositore che ha attraversato epoche, linguaggi e contesti diversi mantenendo intatta la propria identità artistica. Al tempo stesso, è la testimonianza dell'incontro fecondo tra due protagonisti della musica italiana contemporanea.

Un album, questo, che invita all'ascolto lento e partecipe, capace di parlare tanto agli appassionati della chitarra classica quanto a chi ricerca nella musica una forma di racconto, memoria e poesia. Un lavoro di grande sensibilità, che conferma la ricchezza espressiva dell'universo creativo di Stefano Mainetti e la statura interpretativa di Flavio Cucchi. (Andrea Rossi)