KATE CARR "Vertical London (new year’s day)"
(2026 )
Kate Carr è un’artista attiva da oltre un decennio e ormai consacrata come una delle figure di riferimento nell’ambito dei field recordings sulla scena internazionale.
A luglio di quest’anno, l’australiana di nascita e londinese d’adozione è tornata con “Vertical London (New Year’s Day)”, un album nato dall’idea di “attraversare Londra in verticale”.
Nel primo giorno dell’anno, come suggerito dal titolo, Carr ha cominciato a registrare partendo da circa venti metri sotto il livello del mare fino ai circa 250 dello Shard, l’edificio più alto della metropoli inglese.
L’artista racconta di una giornata piuttosto tranquilla per gli standard di Londra, ma non affatto silenziosa: dai tunnel della Victoria Line a Soho, da Bloomsbury a Kilburn, da Hampstead e Crystal Palace fino, appunto, al London Eye e allo Shard, Kate Carr ha registrato suoni e rumori.
Suoni e rumori prodotti da persone e mezzi ma, coerentemente con la sua filosofia artistica, il prodotto finale (un'unica traccia, uscita per la label Persistence of Sound) è figlio di un intenso lavoro di rielaborazione e improvvisazione.
È così, dunque, che lo stridore di un treno in frenata può trasformarsi in melodia e le frequenze elettromagnetiche della DLR, la rete ferroviaria leggera e automatizzata della metropoli, diventano tappeti sonori quasi orchestrali.
Nel raccontare il disco, Carr confessa di non voler essere neutrale: il viaggio verticale dell’artista rappresenta il rapporto viscerale e contraddittorio con quella città che oggi chiama casa, tra tenerezza e fastidio, tra incanto e delusione, tra appartenenza ed estraneità.
Anche per questo, il finale “costruisce” la delusione: il suono si fa più levigato e persino “privato” nell’ascesa dal London Eye allo Shard.
“Vertical London (New Year’s Day)” è un lavoro per pochi, ma di enorme qualità: il racconto musicale di un luogo abitato, non solo esplorato, attraverso field recordings e interpretazioni personali. (Piergiuseppe Lippolis)