INTERPRETI VARI "Ethiopian musics"
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''Ethiopian Musics 1971'' non è soltanto una raccolta etnomusicologica di valore storico: è un documento sonoro che sembra aver attraversato il tempo senza perdere un grammo della propria forza evocativa.
Le registrazioni effettuate nell'Impero d'Etiopia nel 1971 da Ragnar Johnson e Ralph Harrisson restituiscono un affresco musicale di straordinaria ricchezza, capace di raccontare la pluralità culturale del paese attraverso un ascolto che oggi appare sorprendentemente vivo, immersivo e contemporaneo.
Lontano dall'approccio museale che spesso accompagna le pubblicazioni d'archivio, questo doppio album pubblicato dall'attivissima label Sub Rosa possiede un'energia pulsante che travalica il semplice interesse documentario.
Ogni brano appare come una finestra aperta su un universo sonoro autonomo, eppure perfettamente integrato all'interno di un mosaico più grande. Le musiche urbane di Addis Abeba convivono con le tradizioni delle regioni periferiche, mentre i repertori religiosi dialogano naturalmente con quelli popolari, rivelando una complessità culturale che continua a stupire.
I brani registrati nei tej-bet, i locali dove si serve il tradizionale idromele etiope, rappresentano uno dei vertici dell'opera. Le voci si intrecciano al timbro ruvido e penetrante del masenko, alle armonie delle lire krar e alle pulsazioni dei tamburi kabaro, generando un flusso musicale ipnotico e terreno al tempo stesso.
In questi momenti si percepisce l'aspetto comunitario della musica: non semplice esecuzione, ma pratica sociale, luogo d'incontro e di condivisione. Di tutt'altra natura, ma altrettanto affascinanti, sono i canti cristiani accompagnati dalla begena, la celebre "Arpa di Davide". Il suo suono grave e contemplativo sostiene melodie di intensa spiritualità, sospese tra meditazione e preghiera.
Qui il tempo sembra rallentare fino quasi a dissolversi, lasciando emergere una dimensione mistica che trascende il contesto specificamente religioso. Analogamente incantevoli risultano le poesie cantate in amarico accompagnate dal krar di Mary Armede, dove parola, ritmo e melodia si fondono in un'espressione artistica di rara eleganza.
L'esplorazione si estende poi alle numerose culture che abitano il territorio etiope. I canti e i flauti degli Afar provenienti dalla Dancalia introducono paesaggi sonori essenziali e penetranti; la thumb piano degli Anuak sviluppa trame cicliche di magnetica bellezza; l'arpa e i ritmi danzanti dei Nuer evocano pratiche collettive radicate nella quotidianità; mentre la danza con flauto fila, tipica delle aree di confine tra Sudan e Kenya, aggiunge ulteriori sfumature a una geografia musicale già straordinariamente variegata.
Ciò che rende ''Ethiopian Musics 1971'' davvero eccezionale, tuttavia, è la qualità dell'esperienza d'ascolto nel suo insieme. Ogni frammento sembra brillare di luce propria, ma il valore complessivo dell'opera supera ampiamente la somma delle singole parti.
Astrazione sonora, ritmi ossessivi, melodie sinuose e canti vibranti convergono in una dimensione che appare insieme antica e modernissima. Non è difficile comprendere come molti di questi materiali possano risultare affascinanti anche per ascoltatori abituati alle più avanzate sperimentazioni contemporanee: la libertà formale, la complessità ritmica e l'originalità delle strutture tonali conservano ancora oggi una freschezza disarmante.
Un ruolo fondamentale è svolto dalle registrazioni stesse. La resa sonora è talmente limpida e diretta da creare l'impressione di trovarsi accanto agli esecutori. Non vi è alcuna distanza tra documento e ascoltatore: il suono arriva integro, con tutta la sua fisicità, restituendo non solo le note ma anche l'atmosfera, il respiro degli ambienti e l'umanità degli interpreti.
È come se il cuore stesso di queste tradizioni fosse stato catturato e preservato con una sensibilità fuori dal comune. A oltre cinquant'anni dalla loro realizzazione, queste incisioni continuano dunque a sorprendere per vitalità e capacità comunicativa.
Con questa pubblicazione impeccabile, disponibile in doppio LP e doppio CD, Sub Rosa aggiunge un tassello fondamentale al prezioso lavoro di documentazione compiuto da Johnson e Harrisson, ampliando in maniera decisiva l'accesso a un patrimonio musicale di inestimabile valore.
''Ethiopian Musics 1971'' è molto più di una ristampa d'archivio: è un viaggio immersivo in una delle più affascinanti costellazioni sonore del Novecento, un'opera che dimostra come la musica, quando nasce da una necessità profonda e autentica, possa rimanere eternamente presente. (Andrea Rossi)