FEDERICO PEROTTI "Quadro"
(2026 )
''Quadro'' di Federico Perotti, pubblicato da Feral Note Records, non è soltanto un disco di musica per organo, ma un progetto di riflessione storica, artistica e spirituale che prende forma attorno a un'assenza.
Un'assenza tangibile, sedimentata nel tempo, che continua a risuonare tra le navate della Basilica di San Sisto di Piacenza: quella lasciata dalla Madonna Sistina di Raffaello dopo la sua partenza per Dresda nel 1754.
Da questo vuoto nasce un lavoro affascinante e profondamente meditativo, capace di trasformare la mancanza in materia sonora.
Perotti affronta il tema con un'intelligenza rara, evitando qualsiasi tentazione descrittiva o celebrativa. Il suo intento è piuttosto quello di interrogare la memoria dei luoghi, di ascoltare ciò che rimane quando l'oggetto della venerazione e della contemplazione non c'è più.
In questo percorso l'organo Facchetti-Lanzi del 1545 assume un ruolo centrale e quasi narrativo. Non è semplicemente lo strumento dell'esecuzione: è il vero testimone della vicenda.
Immobile da secoli nel suo spazio originario, è l'unico elemento della basilica ad aver "visto" la presenza del capolavoro raffaellesco e ad averne vissuto la perdita.
L'aspetto più affascinante di ''Quadro'' risiede proprio nel dialogo tra epoche lontane. Le pagine di repertorio antico convivono con composizioni contemporanee in una continuità sorprendente, come se il tempo fosse stato sospeso.
Perotti costruisce ponti sonori tra il XVI secolo e il presente, lasciando emergere affinità inaspettate tra linguaggi apparentemente distanti. Ne scaturisce un ascolto sospeso, quasi liturgico, in cui passato e contemporaneità si osservano reciprocamente nello specchio del silenzio.
L'organo storico rivela una tavolozza timbrica straordinaria. Le sue sonorità non cercano la grandiosità monumentale degli strumenti romantici, ma privilegiano trasparenza, fragilità e profondità contemplativa.
Ogni registro sembra portare con sé una traccia di memoria, ogni risonanza apre uno spazio in cui il concetto di assenza si fa percepibile. Perotti dimostra una sensibilità interpretativa notevole nel valorizzare queste caratteristiche, scegliendo tempi, dinamiche e colori che esaltano la dimensione evocativa del progetto.
L'impressione generale è quella di trovarsi di fronte a una sorta di installazione sonora più che a un semplice album. Le composizioni e i brani selezionati diventano frammenti di un racconto che non procede per eventi, ma per suggestioni, e che invita l'ascoltatore a confrontarsi con la permanenza del ricordo.
La basilica stessa sembra emergere come protagonista invisibile dell'opera, con la sua stratificazione di storia, fede e arte. ''Quadro'' è dunque un lavoro di grande finezza concettuale e musicale, capace di trasformare un episodio storico in esperienza estetica.
Federico Perotti dimostra come la musica possa ancora essere uno strumento privilegiato per interrogare il rapporto tra memoria e tempo, tra presenza e assenza. Un disco rigoroso e poetico, che non impone risposte ma apre spazi di ascolto e riflessione, restituendo voce a un vuoto che da quasi tre secoli continua a parlare. (Andrea Rossi)